TRANNE ECCEZIONI BEN PRECISATE, TUTTO QUELLO CHE E' QUI LEGGIBILE E' SCRITTO DA SILVANA PARUOLO – Ci si sofferma su Politica internazionale, UE, e Cultura (teatro, cinema, arte, moda, ma anche Letterature per l'infanzia)
In cima all’agenda del Consiglio europeo presieduto da Antonio Costa ci saranno: l’Ucraina, la difesa, la competitività, le migrazioni e il ruolo dell’Ue nel mondo saranno. E pragmatismo, creatività e impegno costruttivo nei negoziati sul quadro finanziario pluriennale (il bilancio 2028-34 dell’Ue) e l’unione dei risparmi e degli investimenti. Circa le relazioni UE-USA la Presidente del PE Metsola ha precisato : “Dobbiamo opporci agli Stati Uniti, ingaggiando una corsa al protezionismo che danneggia entrambi? O dovremmo iniettare una dose di realismo politico e concentrarci sul rafforzamento del legame transatlantico dove conta di più?” E ancora: “Dobbiamo iniziare ad agire piuttosto che reagire. Le guerre commerciali, con l’aumento dei dazi, non giovano a nessuno, ma significa che dobbiamo essere preparati e pronti a qualsiasi eventualità. In questo modo, spero che gli Stati Uniti capiscano che “America first” non può essere raggiunto se diventa “America alone”. L’approccio dell’Europa deve essere paritario, il che significa raddoppiare i nostri sforzi”.
“Danzatrice del secolo” per la rivista ‘TIME’, “Icona del secolo” per ‘People’, “Tesoro nazionale” per il Presidente Gerald R. Ford, Martha Graham (1894-1991) – pioniera della danza moderna – e’ tra le più importanti coreografe americane del XX secolo.
A lei è dedicato Omaggio a Martha Graham di cui sono protagoniste le giovani stelle della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato.
Dopo la recita riservata alle scuole martedì 3 dicembre (ore 11) e il debutto di mercoledì 4 (ore 20), Omaggio a Martha Graham torna in scena giovedì 5 (ore 20.00), venerdì 6 (ore 17.00 e ore 20.00) e sabato 7 dicembre (ore 18.00).
Per questo contributo, si ringrazia Elena Paruolo.
Nel 2024, il grande ritardo nell’erogazione del contributo Coesione e Sviluppo per la Campania ha avuto gravi ripercussioni sulla programmazione (operistica, sinfonica e dei balletti) del Teatro municipale Giuseppe Verdi di Salerno. Ora, lo sblocco di queste risorse permette – in sinergia con le Luci d’artista – di integrare la stagione 2024 del Verdi con nuovi spettacoli, denominati “Musica d’artista”. Si tratta di 28 appuntamenti che incontreranno il pubblico, sia in teatro, sia nelle luminose strade della città, per il piacere degli amanti del bel canto, degli estimatori della musica classica, e dei più giovani.
Come sottolineato dal direttore artistico Daniel Oren, “con ’Musica d’artista – il Verdi di Salerno, grazie al sostegno del Comune di Salerno e della Regione Campania, vuole anche lanciare un messaggio universale di pace e solidarietà. In un mondo reso cupo da guerre ed odio, l’arte diventa una luce di speranza per l’umanità”.
IL CALENDARIO Di MUSICA “D’ARTISTA” – Qui di seguito, gli eventi che seguiranno l’inaugurazione (29 novembre a Pastena) delle “Luci d’artista”
VENERDI 6 dicembre
Alle21h: il balletto Lo Schiaccianoci Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij Corpo di ballo dell’Opera di Sofia
Alle 17.00:
Accensioni Luci – Piazza Flavio Gioia – Concerto Gospel Direttore, Alessandro Tino Coro del Teatro dell’Opera di Salerno
Accensione Albero – Coro di Voci Bianche del Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno – Piazza Portanova
DOMENICA 8 dicembre ore 20.00- Chiesa del Cuore Immacolato di Maria- Madonna di Fatima
Concerto Gospel . Coro del teatro dell’Opera do Salerno
LUNEDI 9 dicembre ore 21.00
Maro Biondi con il suo Crooning – The italian tour: un viaggio appassionante in atmosfere suggestive e avvolgenti. Accanto a lui sul palco ci sarà poi la sua storica band. Ma non sono da escludere delle i sorprese
MARTEDI 10 dicembre ore 21.00
Calcando le tavole del Lirico, Edoardo Bennato – conil suocon il live“le vie del Rock sono infinite – Teatri 2024 (due ore di musica, ideo coinvolgenti e interazione con il pubblico)continuerà a d immortalare il mondo odierno – fatto di buoni e cattivi – e l’amore.
GIOVEDI 12 dicembre ore 21.00, Chiesa di Maria Santissima Immacolata, Piazza San Francesco
Concerto Gospel Coro del Teatro dell’Opera di Salerno
VENERDI 13 dicembre ore 21.00
il Massimo risuonerà delle voci dei Neri per Caso e del Coro Pop di Salerno che con Pippo Pelo e Gigi e Ross daranno vita ad una serata di musica e tanto divertimento dal titolo “Natale per Caso”. I Neri per caso, sono noti per l’eccezionale capacità di riprodurre armonizzazioni vocali complesse e per l’ampia gamma di generi musicali interpretati (dal pop al jazz). Il gruppo eseguirà sia brani tradizionali italiani che internazionali, rileggendoli in chiave moderna.
DOMENICA 15 dicembre ore 12.00 – Parco Pinocchio
Concerto Gospel Coro del Teatro dell’Opera di Salerno
MERCOLEDI 18 dicembre ore 21.00
Fiorella Mannoia, in“Fiorella Sinfonica- Live con orchestra”, nell’atmosfera intima e suggestiva dei teatri, accompagnata da un’orchestra sinfonica, ripercorrerà in scaletta i grandi successi del suo repertorio declinati con nuove sfumature.
GIOVEDI 19 dicembre ore 21.00
Vinicio Capossela in scena con un concerto, Conciati per le feste, che segue il suo ultimo progetto discografico (Sciusten Feste n.1965.); un album che si potrebbe definire natalizio, almeno a modo suo.
DOMENICA 22 dicembre ore 20.00- Chiesa Maria SS del Rosario di Pompei- Mariconda
Concerto Gospel Coro del Teatro dell’Opera di Salerno
MERCOLEDI 25 dicembre ore 10.00
Concerto di Natale Direttore, Silvana Noschese Orchestra del Liceo Statale “Alfano I”
Coro di Voci Bianche del Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno
VENERDI 27 dicembre ore 21.00
La Traviata di Giuseppe Verdi: regia, digusto classico ed elegante, di Giandomenico Vaccari, sul podio Daniel Oren, Coro del Teatro dell’Opera di Salerno diretto da Francesco Aliberti. Con la Traviata, Verdi compie una scelta innovatrice rispetto al panorama classico del melodramma italiano e mette in scena un dramma che ha come protagonista una prostituta.
DOMENICA 29 dicembre ore 18.00
“Fermarono i cieli”con Ambrogio Sparagana e Peppe Servillo. Lo spettacolo propone canti religiosi popolari di cui alcuni appositamente composti da Ambrogio Sparagna, affidati all’interpretazione originalissima di Peppe Servillo e di un gruppo di strumenti popolari fra cui una zampogna gigante (diffusasi nel regno di Napoli a partire dalla fine del settecento proprio allo scopo di accompagnare il repertorio tipico delle canzoncine spirituali)
MERCOLEDI 1° gennaio 2025 ore 18.30/21.30
Gran Concerto di Capodanno – Soprano, Enkeleda Kamani, Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno – sulle suggestive note di Verdi, Rossini, Strauss e Beethoven.
VENERDI 3 gennaio 2025 ore 21.00
Omaggio a Frank Sinatra: con 20 brani affidati al Tenore Vittorio Grigolo, accompagnato da due orchestre, Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno e Salerno Jazz Orchestra, dirette dal M° Demo Morselli. LUNEDI Lunedì 6 gennaio 2025 ore 16.00 / ore 20.00
LUNEDI 6 gennaio
Il musical: Christmas Carol. È la vigilia di Natale nella Londra del 1843, e tutti si accingono a festeggiare la ricorrenza. Solo il vecchio usuraio Ebenezer Scrooge mal sopporta questa festività, e chiusa la sua bottega si reca solitario verso la propria dimora. Durante la notte riceve la visita di tre spiriti che tra flashback e premonizioni riusciranno a mutare la sua indole meschina ed egoista.
VENERDI 10 gennaio 2025 ore 21.00
Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. 125, anche nota come Corale, è l’ultima sinfonia di Ludwig van Beethoven, scritta fra il 1822 e il 1824 – Direttore d’orchestra, Francesco Ivan Ciampa, Maestro del Coro, Francesco Aliberti, Soprano, JulianaGrigoryan, Tenore, Dmitry Korchak, Mezzosoprano, Elmina Hasan Basso, Mikhail Petrenko Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno Coro del Teatro dell’Opera di Salerno. La sinfonia – oltre che capolavoro di Beethoven – è anche simbolo universale di unità e fratellanza tra gli uomini,
SABATO 11 gennaio 2025 ore 21.00
Sarà in scena Enzo Avitabile con il suo “Sacro Sud: un percorso (interiore) immaginario da Nazareth a Napoli che mette in risalto i mali ed il dolore delle nostre città, dei tanti Sud e dei popoli sofferenti.
DOMENICA 12 gennaio 2025 ore 18.00
L’Orchestra Filarmonica di Benevento, si esibirà in un emozionante omaggio a Lucio Dalla (pioniere che tinge la musica di linee melodiche eccentriche, suoni e rumori “concreti”, storie spiazzanti, interpretazioni vocali d’impronta jazzistica e cambi di registro).
MARTEDI 14 gennaio 2025 ore 21.00
Appuntamento in punta di piedi con La gioia di danzare:Nicoletta Manni, insieme al marito e primo ballerino Timofej Andrijashenko, e degli straordinari ballerini, propone uno spettacolo che diffonde la bellezza della grande danza.
GIOVEDI 16 gennaio 2025ore 21.00
“Penziere E Musica”.: la voce dello spettacolo è quella di Giancarlo Giannini con poesia, liriche e versi senza alcuna etichetta se non quella del sentimento, dell’amore, l’ammirazione e la dedizione alla donna. Il quartetto musicale è quello di Marco Zurzolo. A staccare fra un poeta e l’altro c’è il sax di Marco Zurzolo.
MERCOLEDI 22 gennaio 2025 ore 21.00
Al violino di Pavel Berman il compito di chiudere “Musica d’artista”. Il suono del suo violino dialogherà con l’orchestra, diretta da Gaetano Lo Coco, sulle note della Sinfonia n. 9 di Antonín Dvořák, e su quelle del Concerto per violino e orchestra di Pëtr Il’ič Čajkovskij. La prima – nota anche col titolo di Sinfonia “Dal Nuovo Mondo”- è la nona e ultima sinfonia del compositore ceco. Fu pubblicata dall’autore come Sinfonia n. 5 perché le prime quattro sinfonie furono da lui non considerate e pubblicate postume. Il titolo si riferisce al Nuovo Mondo, ossia il continente americano, poiché fu composta negli Stati Uniti d’America.
Bella e intrigante la mostra personale, di Francesco Clemente che – napoletano di nascita ma nomade per vocazione – dopo un lungo periodo in India, vive ora a New York. La mostra – promossa dall’Assessorato alla cultura di Roma capitale e Azienda speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da quest’ultima – è a cura di Bartolomeo Pietromarchi.
Non la si guarda. Vi si entra, entrando in una serie di grandi Tende, colorate e dipinte dentro e fuori, di cui ciascuna – dalla Tenda degli angeli alla Tenda del pepe – è un mondo interiore, ricco di simboli, memorie e riflessioni stratificate nel tempo. Ispirate alla filosofia upanishadica e buddista, le Tende rappresentano “rifugi per nomadi” . Sono il simbolo di una vita itinerante. Evocano mondi immaginari – e luoghi sacri (quali le Grotte dei Mille Budda a Dunhuang in Cina o le grotte di Ajanta ed Ellora in India)- che hanno lasciato tracce profonde nella memoria dell’artista.
La Mostra si snoda in tre gruppi di opere:
sei Tende, con pareti – per lo più multicolore – dipinte con tempere luminose
dodici Bandiere, dipinte con figure simboliche, da un lato, riconoscibili, e dall’altro, enigmatici
dei dipinti murali, realizzate (sul posto) per questa mostra: Oceano di storie che rispecchia l’essenza di un’anima nomade in perenne movimento
La Tenda della verità intreccia immagini (reti e ragnatele, cuori, ragni sospesi, coppie abbracciate ecc,) di quotidianità con richiami mitologici e memorie visive profonde. Il nome è ispirato da Kabir, mistico indiano del ‘400, che descriveva il corpo come veicolo di connessione con l’assoluto. Non più quindi solo come un’entità fisica e condizionata, ma come eco di desideri dimenticati, un riflesso delle aspirazioni inconsce in cui “spiritualizzare la materia e materializzare lo spirito”.
La Tenda del pepe è ispirata e all’idea del viaggio, e alla regione del Kerala, storico crocevia commerciale, legato a civiltà antiche attraverso rotte marittime. I dipinti interni evocano il verde e l’azzurro delle sue terre tropicali, intrise di memorie storiche di un’archeologia marina nascosta, con immagini i di grani di pepe su una grande mano, barche che fluttuano nell’oceano, un veliero naufragato contenuto nel grembo di una figura femminile. Le pareti esterne sono decorate con onde e mani con palmi adornati da simboli (un occhio fluttuante, un cuore trafitto, grani di pepe cadenti). Perdute le certezze del viaggio resta il riposo sulla riva.
La Tenda del diavolo esplora il potere e la corruzione con immagini diaboliche che uniscono simboli medievali e contemporanei. Le rappresentazioni cariche di simbolismo sessuale e di potere mostrano una realtà distorta. L’opera invita a riconoscere che la nostra idea di controllo è illusoria e che solo accettando l’influenza di queste forze inconsce possiamo giungere a una nuova consapevolezza della nostra essenza più autentica .
Nella Tenda Rifugio – quasi monocromatica – domina un’atmosfera di quiete e sacralità, tramite figure di esseri con teste di animali feroci e corpi di santi, con in grembo animali più deboli, evocando l’armonia tra predatore e preda che, reciprocamente, trovano rifugio nel Budda. L’esterno della tenda è ricoperto di frammenti di un testo buddista fondamentale. Ma come riconciliare la nostra natura compassionevole con la ferocia dei predatori e dei lupi?
Tenda Museo – In questa tendaClemente esplora l’autoritratto – con dipinti di se stesso in cornici sontuose, ma anche di fronte a tigri, pesci ecc. – esplorando un’identità in continua trasformazione, che si muove tra mondi diversi. Le pareti esterni rievocano i musei amati da Clemente.
Tenda degli angeli – Qui regna un’atmosfera serena, dove le figure celesti si rivelano secondo l’immaginario dell’artista. All’esterno – su uno sfondo cangiante che si anima grazie a una rete chimerica – delle figure (cuori, fiori e picche) si fondono e si trasformano in sensuali intrecci di foreste popolate da uccelli scheletri e coppie. Sulle pareti esterne compaiono 12 immagin – colorate – di arcangeli incastonati in fessure a forma di serratura: il paradiso non è accessibile, ma si può sbirciare al suo interno grazie a un angelo custode.
I dipinti murali, monumentali ma effimeri (saranno cancellati alla fine della mostra) – in un ciclo di cerazione e dissoluzione – riflettono la caducità della memoria, la natura transitoria dell’arte, e di tutto.
Per questo suo contributo si ringrazia Elena Paruolo
A Salerno, il 19 novembre 2024, è stata presentata la seconda stagione della Fiction di Rai Uno “Vincenzo Malinconico avvocato d’insuccesso” – composta da 4 episodi – che prenderà il via domenica 1dicembre (alle 21.30) per regalarci momenti di leggerezza e divertimento, ma anche di riflessione.
Alla conferenza stampa, coordinata da Peppe Iannicelli, hanno partecipato Vincenzo De Luca Presidente della Regione campana, Vincenzo Napoli Sindaco della città di Salerno, Diego de Silva lo Scrittore (e mente) da cui è nata la serie, e gran parte del cast. Un cast costituito da nomi importanti, a partire da Massimiliano Gallo (l’attore napoletano che interpreta l’avvocato che – nelle nostre case – ritorna con la sua tormentata vita privata, e mentre cerca di combattere contro alcune incongruenze della legge) circondato, tra gli altri, da Lina Sastri (interprete dell’ex suocera), Francesco di Leva (interprete di Tricarico) e Luca Gallone (interprete di Benny Lacalamita). Gli attori hanno sottolineato di essere stati bene accolti dai cittadini di Salerno, che vi si mangia bene, e di essere orgogliosi di fare parte di questa fiction.
Il regista della seconda serie è Luca Miniero che – nel suo film – ha introdotto anche tanta musica.
La fiction – è stato bene sottolineato – porta lustro alla città di Salerno. Mirando a recuperare un’immagine nuova della città (che vive una bella trasfigurazione!) – passando attraverso il filtro dell’immaginazione e dell’arte – la fa rinascere iconograficamente. Colta in tutta la sua bellezza, Salerno è il set di numerose scene che danno visibilità a punti suggestivi del cuore della città: quali il porticciolo di Pastena, il centro storico, la spiaggia di Santa Teresa, la piazza della libertà, il corso Vittorio Emanuele. Questa fiction non ha niente da invidiare ai format internazionali. Ed è un piccolo miracolo, che porterà molti turisti in città.
Dopo la conferenza stampa è stato proiettato in anteprima il primo episodio della seconda stagione della fiction.
L’evento ha richiamato un vasto pubblico che ha accolto con grande entusiasmo la proiezione.
Abbiamo parlato del futuro dell’Unione Europea nel difficile attuale contesto geopolitico – ed europeo – caratterizzato da guerre e dalla vittoria del Presidente Trump, di Medio Oriente e di Ucraina; di allargamento ecc. Buona lettura a chi dovesse decidere di leggerla.
#Aspettando Simon Boccanegra”: è una rassegna di tre appuntamenti che – dal 16 al 24 novembre – anticipa la messa in scena del capolavoro verdiano che il 27 novembre inaugura – con la regia di Richard Jones e la direzione di Michele Mariotti – la Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma (repliche fino al 5 dicembre).
— sabato 16 novembre alle ore 18.00 in Sala Grigia al Teatro Costanzi, la consueta “Lezione di Opera” a cura di Giovanni Bietti, la prima della Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma
— venerdì 22 novembre (ore 17.30 in Sala Grigia al Costanzi) presentazione a ingresso libero del Simon Boccanegra, e del quinto numero di “Calibano” la rivista di approfondimento culturale del Teatro dell’Opera di Roma realizzata in collaborazione con effequ. Parteciperanno: — il direttore musicale Michele Mariotti — Paolo Cairoli, direttore della rivista — Donata Columbro, insegnante di Data Journalism al Master di giornalismo LUISS e autrice di un saggio sulle discriminazioni e sui pericoli del potere algoritmico — il musicologoGiuliano Danieli (autore di un contributo per la rivista i sull’evoluzione dei teatri d’opera come spazi di rappresentazione del potere nel corso dei secoli).
— sabato 23 novembre (ore 20.00)e domenica 24 novembre (ore 18.00): al Teatro Nazionale (Via del Viminale 51) va in scena lo spettacolo teatrale Il sogno di Simon Boccanegra (adattamento del tutto inedito dell’opera lirica di Verdi scritto e diretto da Dario D’Ambrosi, prodotto dal Teatro Patologico in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma e con il supporto dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata e della Fondazione Angelini) – progetto in cui si incontrano il mondo della lirica e dell’arte terapia con protagonisti sul palco gli attori con disabilità della Compagnia stabile del Patologico.
Al Palazzo Esposizioni Roma, oggi c’è stato il vernissage della più grande mostra personale dell’architetto, e artista, Pietro Ruffo – intitolata L’ultimo meraviglioso minuto – curata da Sébastien Delot (direttore della collezione del Museo Nazionale Picasso di Parigi).
“Per capire l’infanzia del nostro pianeta – scrive Delot -dobbiamo guardare in profondità sotto la sua pelle. Per quanto possa sembrare strano, la Terra è molto viva. Il volto della terra cambia nel tempo. Riscoprire questa infanzia significa capire cosa è successo in profondità”.
Attraverso la meraviglia, Ruffo – con la potenza delle sue opere – offre un’inedita e coinvolgente esperienza visiva.
Questa bella esposizione raccoglie oltre 50 lavori che – pure se tra loro diversi – formano un lungo e articolato viaggio nello spazio e nel tempo, che termina con un grande omaggio alla città di Roma. E invita a riflettere sulle origini del mondo, sulla stratificazione di terra storia e cultura, inviando un messaggio che si vuole ottimista sul rapporto uomo e pianeta.
Tutto inizia dalle sue letture (cui è dedicata una parte del catalogo), da una sua visita di un sito paleoantropologico (non distante da Johannesburg) in Sudafrica, e dalla sua amiczia con Lee Berger antropologo e paleontologo di fama mondiale.
La mostra parte dalla Prima Sala -“Le monde avant la création de l’homme” – in cui i visitatori si trovano circondati da una immensa foresta primordiale, da Ruffo disegnata con una penna bic. La sala è tagliata da una grande struttura autoportante che raffigura una porzione del Gran Canyon. E fa addentrare – poi – nell’antropocene: l’epoca geologica in cui l’ambiente terrestre è condizionato dall’azione umana.
Le opere della Seconda Sala ripercorrono le tappe dell’evoluzione dei nostri antenati (con teschi, e statuette votive primo emblema di pensiero astratto).
Nella Terza Sala il video “The planetary garden” restituisce in forma tridimensionale il movimento, lo slittamento e il cambiamento del paesaggio nel tempo.
L’Ultima Sala – intitolata “Antropocene attraverso le stratificazioni di Roma” – raccoglie opere dedicate alla storia e preistoria del territorio romano.
L’esposizione è promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo.
Premesso che l’esito delle prossime elezioni anericane avra’ un grosso impatto anche sul futuro dell’Ue qui mi soffermo solo sul tema in titolo. Draghi – nel suo Rapporto – ha tra l’altro indicato la necessità di 800 miliardi di investimenti l’anno per la transizione verde e digitale e la spesa per la difesa, di cui la metà finanziati con risorse pubbliche. Ed ha anche proposto la creazione di un nuovo strumento di debito comune dell’Ue – dopo NextGenerationEU – proposta non gradita a Ursula von der Leyen.
Una nuova bozza di dichiarazione di Budapest è -nel momento in cui si scrive – in fase di arrivo. Dal confronto del 25 ottobre – tra gli ambasciatori dei ventisette Stati membri dell’Unione europea – tra i temi più controversi figurano:
– la politica di coesione (alcuni paesi temono che fondi per le regioni potrebbero andare a finanziare la competitività.
– il Fondo per la sovranità dell’Ue (cui alcuni paesi si oppongono)
– l’appello a più convergenza sulla tassazione
– l’impegno a realizzare l’unione dei mercati dei capitali
– il piano finanziario pluriennale dell’UE
E c’è chi chiede maggiore attenzione per le interconnessioni per l’energia e per gli aspetti sociali.
Ho trascorso un bel pomeriggio, alla Sala dei Lecci del Bioparco di Roma, in compagnia di Giacomo Puccini, cui il la voce recitante di Enrico Ottaviano ha ridato vita, leggendo parti di sue lettere (e altri documenti) in cui il grande musicista parlava di sé stesso – dalla sua infanzia e gioventù, a Turandot (sua splendida opera da lui mai conclusa) – delle sue idee e concezione dell’arte, della musica e della vita.
Belli anche i testi di E.M. Iannuzzi magnificamente cantati dal soprano Elvira Maria Iannuzzi, accompagnata dalla musica di Puccini suonata al piano da Alessandro d’Agostini,
Il tutto organizzato dalla Camera musicale romana, in collaborazione con altri partner.