Cyrano de Bergerac al Teatro Verdi di Salerno (15-17 febbraio 2024)

febbraio 13, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Il punto di partenza dello spettacolo in scena al teatro Verdi di Salerno è un musical, dal regista visto da ragazzino a Napoli.  “Il musical in questione – precisa Arturo Cirillo –   era il “Cyrano” tratto dalla celeberrima commedia di Rostand, a sua volta ispirata ad un personaggio storicamente vissuto, coetaneo del mio amato Molière.  Lo spettacolo che almeno trentacinque anni dopo porto in scena non è ovviamente la riproposizione di quel musical (con le musiche di Domenico Modugno) ma una continua contaminazione della vicenda di Cyrano di Bergerac, accentuandone più il lato poetico e visionario e meno quello di uomo di spada ed eroe della retorica, con delle rielaborazioni di quelle musiche, ma anche con elaborazioni di altre musiche, da Èdith Piaf a Fiorenzo Carpi. Un teatro canzone, o un modo per raccontare comunque la famosa e triste vicenda d’amore tra Cyrano, Rossana e Cristiano attraverso non solo le parole ma anche le note, che a volte fanno ancora di più smuovere i cuori”,

Per chi non la conoscesse questa la trama di questa bella commedia/tragedia.

Scrittore e poeta in bolletta – dall’irresistibile vitalità –  Cyrano de Bergerac è uno scontroso spadaccino dal lunghissimo naso, segretamente innammorato  di Rossana, che gli confida il proprio amore per il giovane e bello  cadetto, Cristiano de Neuvillette.   Tra Cyrano e Cristiano – l’uno bello senza talento l’altro talentuoso ma brutto – nasce un sincera amicizia. Cyrano prova ad insegnargli dolci schermaglie verbali che tanto sarebbero gradite alla bella Rossana, ma questi non ne risulta assolutamente capace.   Così – complice l’oscurità – Cyrano, inizialmente, si improvvisa come “suggeritore” dell’amico.  Poi spacciandosi per l’amico parla lui stesso.

Scoppiata una guerra,,Cristiano e Cyrano finiscono poi –  insieme – al fronte.  Cyrano tutti i giorni scrive una lettera per l’amata e tutte le notti attraversa le linee nemiche per farla recapitare. Questo Cristiano non lo sa.    Un giorno –  al campo dei cadetti – giunge di Rossana che, travolta dalla passione, ha sfidato ogni pericolo per rivedere il suo amato, a cui dichiara che l’amore così divinamente espresso in tutte quelle lettere le ha conquistato il cuore al punto da convincerla che è la forza di quella poesia che lei ama veramente e che quindi lo avrebbe amato anche se lui fosse stato brutto.

Cristiano – che quelle lettere non le ha scritte – capisce. Chiede a Cyrano di dire la verità. Sarà poi ferito. Sul punto di morte Cyrano – mentendo – gli dice di aver detto la verità a Rossana, che ha comunque scelto lui.

Rossana decide di ritirarsi in convento.  Ogni sabato – per anni – Cyrano le fa  visita.. Per la prima –– una sera, ferito perché caduto in una vile imboscata –  suo malgrado si tradisce. Invitato a leggere l’ultima lettera scritta come Cristiano, la dice a memoria . Rossana se ne avvede. E comincia a capire:  è Cyrano, che ha dato vita ai suoi sentimenti. Ma Cyrano muore.  Due sentimenti fondamentali come l’amore e l’amicizia trovano in questo dramma la loro estrema sublimazione sotto molteplici aspetti.

https://www.facebook.com/share/p/pBUsrErWSGW1Crco

Agenda geopolitica (Fondazione Ducci) e Silvana Paruolo

febbraio 8, 2024

Ad oggi, i miei contributi alla rivista Agenda Geopolitica – edita dalla Fondazione Ducci - hanno affrontato i temi seguenti: Politiche migratorie dell’Ue, la riforma del Patto di stabilità e crescita, la lotta ai cambiamenti climatici e la COP28, l’ UE e l’allargamento. Nel numero del gennaio 2024 c’è una mia recensione/saggio sull’ultimo libro di Maurizio Molinari – direttore del quotidiano la Repubblica –Mediterraneo conteso Perché l’Occidente e i suoi rivali ne hanno bisogno

Otello è in scena al Teatro Quirino di Roma

febbraio 6, 2024

Otello è una celebre tragedia di –  scritta agli inizi del XVII secolo – ispirata dai temi della gelosia e dell’inganno, in cui non mancano anche altri aspetti pure importanti (bianco vs nero ecc.). Lago è il manipolatore che pianta i semi della malvagità nelle menti dei personaggi.  Otello – cui lascia credere che Desdemona lo tradisce – è tra le sue principali vittime. 

E’ una corsa verso la distruzione di sé e degli altri, in un gioco che trasforma l’immaginazione in realtà̀ e la realtà in immaginazione.

Nell’adattamento in scena al teatro Quirino –  sottolinea il regista Andrea Baracco – “Lago – scena dopo scena – trasforma una sua oscura volontà in una concreta e collettiva discesa agli inferi. Il suo agire è quello dell’autore che plasma i propri personaggi, è quello del regista che crea l’universo in cui farli vivere (e morire), è quello dell’attore che conosce l’altro da sé perché non teme di conoscere se stesso. Accanto a lui, Otello e Desdemona, complici involontari del suo disegno, e vittime di un caso che li mette crudelmente di fronte alla verità su se stessi”. Inoltre – precisa il regista – “confrontarsi con Otello nel contemporaneo, significa anche scegliere se fondare la propria riflessione sugli aspetti sociali e di dibattito pubblico che il testo genera nei nostri tempi, o affrontarlo cercandone i principi poetici più profondi, le domande più universali. Per l’amore che ho per questo testo, sento la responsabilità̀ di restituirlo al pubblico come squarcio sull’umano e sulle sue contraddizioni.  Da queste considerazioni, ho immaginato a fondazione del progetto un principio di ribaltamento del canone shakespeariano: un cast esclusivamente femminile. Non si tratta di una scelta estetica. Ma poetica: è un inganno, per liberare lo sguardo del pubblico dai pregiudizi sulla storia e i suoi temi, e lasciarsi attraversare dalla terribile consapevolezza che chiunque di noi può, un giorno, trovarsi a giocare il ruolo della vittima o del carnefice, se volontà, fragilità e caso si trovano allineati come astri di una costellazione”.

Il lavoro – precisa Letizia Russo – inizia con una nuova traduzione dell’originale shakespeariano, per restituirne la possibilità di dialogare col presente. Poi, diventa ricerca di una lingua diversificata e specifica: bassa, insinuante, pericolosa quella di Iago; in precipitosa trasformazione e frammentazione quella di Otello; concreta e cristallina quella di Desdemona; vivida e sintetica quella di ognuno degli altri personaggi.  Come fosse materia organica, la lingua sarà accadimento e spazio, universo in trasformazione.  Un’isola in cui i destini degli esseri umani mostrano il volto terribile del Fato”.

Il Dittico GIANNI SCHICCHI E L’HEURE ESPAGNOLE ALL’OPERA DI ROMA (7-16 febbraio 2024)

febbraio 6, 2024

Con il dittico formato da  Gianni Schicchi  (opera comica in un atto composta da Giacomo Puccini nel 1918 su libretto di Giovacchino Forzano) e  L’heure espagnole (composizione di Maurice Ravel su libretto tratto dall’omonima commedia del 1904 di Franc-Nohain) –   seconda parte del “Trittico ricomposto”( progetto triennale realizzato dalla Fondazione Capitolina in collaborazione con il Festival Puccini di Torre del Lago in occasione del centenario della morte del compositore ) diretto da Michele Mariotti – Ersan Mondtag, pluripremiato regista scenografo e costumista berlinese  debutta in Italia. 

 Lo spazio teatrale e i personaggi di Ersan Mondtag – considerato tra le firme più visionarie del teatro (e che rappresenterà la Germania alla Biennale Arte di Venezia 2024) –  nascono da “idee fantastiche” proiettate in luoghi surreali, dalle linee espressioniste e dal cromatismo esasperato.   I costumi sono di Johanna Stenzel, le luci di Sascha Zauner e i video di Luis August Krawen; la drammaturgia è curata da Till Briegleb. 

Di questo dittico – sottolinea Michele Mariotti – “La famiglia è la protagonista assoluta.  Si ride, ma con amarezza, perché ci troviamo di fronte a due nuclei familiari – ben descritti da Ravel e Puccini –  dai lati oscuri, tristi, immorali e grotteschi.  E ci rendiamo conto di quanta solitudine e quanto silenzio si possano trovare anche nelle famiglie più numerose quando, al posto di rispetto e condivisione, regna soltanto l’interesse personale”.

Gianni Schicchi è basato su un episodio del Canto XXX dell’Inferno di Dante.  Questa la sua trama. Una famiglia avarissima cerca di sfruttare l’eredità di un uomo ricco – Buoso Donati – appena deceduto, coinvolgendo un astuto truffatore: Gianni Schicchi. Travestendosi da Buoso, Schicchi riesce a redigere alla presenza del Notaio un nuovo testamento. Ma destina i beni migliori a sé stesso. Benché irati, i parenti non possono svelare la truffa. Partito il Notaio, Schicchi caccia tutti dalla casa, ormai di sua proprietà. Rimangono solo Rinuccio e sua figlia Lauretta, felici delle nozze imminenti.

L’heure espagnole (1911) – opera comica in un atto ambientata nella Toledo del XVIII secolo – ha come protagonista Concepciòn, insoddisfatta moglie dell’orologiaio Torquemada che, quando il maritoè fuori casa, ospita una serie di suoi amanti.  Il continuo avvicendarsi dei pretendenti della donna crea un vorticoso gioco di equivoci e di buffe dinamiche amorose.

In entrambi i titoli del dittico cast d’eccellenza internazionale

Carlo Lepore  (celebre basso-baritono specializzato in ruoli buffi) interpreta Gianni Schicchi;  il soprano Vuvu Mpofu  è Lauretta;d 2019; il mezzosoprano Sonia Ganassi è Zita, il tenore Giovanni Sala è Rinuccio. Completano il cast Ya-Chung Huang (Gherardo), Roberto Accurso (Betto), Nicola Ulivieri (Simone), Daniele Terenzi (Marco), Domenico Colaianni(Spinelloccio), Alessandro Guerzoni (Pinellino), Daniele Massimi (Guccio), Valentina Gargano (Nella), Ekaterine Buachidze (La Ciesca), Mattia Rossi (Ser Amantio di Nicolao) – questi ultimi tre dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.

Tra i protagonisti de L’heure espagnole di Ravel, invece, ritroviamo il tenore Ya-Chung Huang nel ruolo dell’orologiaio Torquemada e il mezzosoprano francese Karine Deshayes nella parte di Concepciòn.  Gli interpreti di Gonzalve e Don Inigo Gomez sono il tenore Giovanni Sala e il basso-baritono Nicola Ulivieri.   Il baritono Markus Werba(indimenticato protagonista di Mass di Bernstein alle Terme di Caracalla) incarna invece il mulattiere Ramiro.

Recensione negli USA di un nuovo libro su Il coniglietto di velluto-The Velveteen Rabbit

febbraio 3, 2024

Il coniglietto di velluto – The Velveteen Rabbit (1922), della scrittrice anglo-americana Margery Williams, negli Stati Uniti è da sempre al centro dell’attenzione. Lisa Rowe Fraustino, in occasione del centenario della pubblicazione del libro della Williams, ha realizzato – e pubblicato – una raccolta di saggi di studiosi internazionali, intitolata The Velveteen Rabbit at 100 Hundred (2023). Per l’Italia, vi hanno contribuito Elena Paruolo e Claudia Camicia. Su questo volume è appena uscita una bella recensione leggibile al seguente link:

Mia recensione/articolo – sull’ultimo bel libro sul Mediterraneo conteso, del direttore Maurizio Molinari – nel numero di gennaio 2024 di Agenda Geopolitica

gennaio 28, 2024

La mia Recensione / Articolo del / sul libro di Maurizio Molinari ( direttore del quotidiano la Repubblica) – Mediterraneo conteso Perche’ l’Occidente e i suoi rivali ne hanno bisogno, Ed. Rizzoli 2023 - come precisato nel Sommario di questo numero di Agenda geopolitica (gennaio 2024) e’ leggibile alla pagina 7 (pp 7-12) della rivista. BUONA LETTURA - E complimenti al direttore Molinari per questo suo gran bel lavoro.

Serata giovani coreografi all’Opera di Roma (31gennaio – 2 febbraio 2024 al Teatro Nazionale)

gennaio 25, 2024

Serata Giovani Coreografi  è un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma – i cui  protagonisti sono Adriano Bolognino (classe 1995) Simone Repele e Sasha Riva (rispettivamente classe 1993 e 1991) –   frutto del lavoro svolto dai tre giovani autori con le étoiles Alessandra Amato e Rebecca Bianchi, il solista Simone Agrò – premio Danza&Danza 2023 interprete emergente – e il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma su commissione della direttrice Eleonora Abbagnato.

La serata inizia con Yellow di Adriano Bolognino che ha sviluppato un linguaggio dalla gestualità pulsante.  Da piccolo – racconta – “immaginavo un’anima gialla, splendente, che sprigionava tutta la sua forza per dare vita alle cose inanimate. Da qui Yellow (giallo): sarà per quei ricordi da bambino, sarà perché il giallo è il colore preferito di mia madre. Aspettavo l’opportunità di lavorare per un corpo di ballo per dare una chance a questa pièce che ho conservato nel cassetto fino ad oggi».   E si conclude con  I died for love  di Simone Repele (1993) e Sasha Riva (1991):  spettacolo  radicato in un aspetto teatrale che si esprime attraverso un vocabolario neoclassico e contemporaneo.  «Per questa creazione – spiegano i due coreografi – ci siamo ispirati alla figura della ragazza abbandonata più conosciuta nella tradizione americana e descritta nella canzone folk The Butcher Boy: racconta di un’amante che, lasciata dal suo uomo, decide di togliersi la vita e chiede di porre una tortora sul suo petto per mostrare al mondo che è morta per amore. Dalla frase che chiude la canzone è nata l’idea del titolo del nostro balletto».

«La serata – spiega Eleonora Abbagnato – è una novità della programmazione. Dal mio arrivo, nel 2015, ho fortemente voluto che nuovi grandi nomi della coreografia contemporanea entrassero nel repertorio della compagnia. E così è stato per esempio con Millepied, Forsythe, Preljocaj, Inger, Pastor, Wheeldon. Con questa nuova Serata ampliamo lo sguardo sul contemporaneo aprendo le porte del nostro Teatro ai giovani talenti e in particolare italiani.

“Un’occasione – sottolinea ancora Abbagnato –   per loro di lavorare con un corpo di ballo ma anche per i ballerini dell’Opera di mettersi alla prova con linguaggi completamente nuovi.  Ho danzato io stessa le creazioni degli autori che ho scelto di accostare.  Sembrano simili ma hanno peculiarità completamente differenti: il linguaggio di Simone e Sasha è teatrale, Bolognino si distingue per precisione e dinamica.  Vorrei diventasse anche questo un appuntamento abituale nella stagione, per fare dell’Opera di Roma un luogo di crescita e promozione del futuro della danza».

La Serata Giovani Coreografi  vede le scene di Michele Della Cioppa, i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Alessandro Caso. Musiche su base registrata di autori vari.

La canzone teatrale al Teatro Pasolini di Salerno (27-28 gennaio 2024)

gennaio 24, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

LA CANZONE TEATRALE –  da Viviani a Brecht, da Patroni Griffi a Gaber – sarà in scena al Teatro Pasolini di Salerno, con un concerto per voce e quartetto d’archi, scritto, arrangiato e diretto da Paolo Coletta

In scena, Paolo Sasso (violino), Andrea Esposito (violino) , Luigi Tufano (viola), Marco Pescosolido (violoncello) e  Lalla Esposito, una delle più autorevoli interpreti di teatro musicale in Italia. Accolta la lezione di iconiche attrici-cantanti -quali Milly, Marinua e Angela Pagano, Milva, e Gabriella Ferri – Lalla Esposito ne restituisce la maestria, assumendosi la responsabilità di “riscrivere” i pezzi che interpreta.

FALSTAFF a WINDSOR liberamente tratto da Le allegre comari di Windsor di Shakespeare al Teatro Quirino (Roma, 23-28 gennaio 2024)

gennaio 22, 2024

Si rinnova (dopo i successi di Nero Cardinale e L’avaro) la collaborazione tra Ugo Chiti, Alessandro Benvenuti e gli attori di Arca Azzurra per un lavoro su Falstaff.

In questo adattamento, l’eroe e antieroe di Shakespeare “resuscita” a Windsor.

Esprimendo un’arroganza aristocratica con sangue plebeo – e disarmante perché privo della consapevolezza dell’età che “indossa” – questo Falstaff resta fedele al testo originale delle Comari di Windsor per gli appuntamenti farseschi.  Si lascia beffare. Solo l’ultima beffa cambia struttura, e andamento narrativo. Questo grazie all’intervento di Semola, suo paggio (servizievole, irridente, mutevole, inquietante) che solo alla fine – allucinazione o sogno? – assume le vesti e le sembianze del principe Enrico, tornato a bandire Falstaff dal consorzio umano.  Nell’ordine prestabilito del potere, non si trova posto dove collocare un corpo tanto grande quanto irrazionale e magico.

Filarmonica romana – Cenerentola di Prokof’ev al teatro Olimpico (Roma 19-21 gennaio 2024)

gennaio 19, 2024

Con il balletto Cenerentola – regia e coreografia di Luciano Cannito, produzione di Fabrizio di Fiore per Roma City Ballet Company (composizione di artisti selezionati con audizioni solo internazionali, oggi con un posto di rilievo nel panorama nazionale) – parte la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana di danza 2024. E’ uno spettacolo fresco e colorato, brioso e romantico. Da vedere. Delle due protagoniste nei ruoli principali – le due stelle internazionali Iana Salenko e Dinu Tamazlacaru Principal Dancers del Teatro dell’Opera di Berlino - causa indisposizione, Salenko e’ stata sostituita da Xsenia Ovsyanik, anche lei dell’Opera di Berlino. Le protagoniste si affiancano al Corpo di Ballo di Roma City Ballet e a Manuel Paruccini, primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma nel ruolo della matrigna “en travesti”. I costumi sono di Giusi Giustino (direttrice della sartoria del Teatro San Carlo di Napoli) e le scene di Michele Della Cioppa (direttore degli allestimenti scenici del Teatro dell’Opera di Roma).

La storia di Cenerentola, come noto, parla di una fanciulla già orfana di madre – alla morte del padre – ridotta in povertà e angustiata dalle sorellastre e dalla matrigna. Con l’aiuto di una fata – e di un pizzico di magia – il suo sogno di incontrare il suo principe azzurro diventa infine realtà. Nella versione di Luciano Cannito, la storia si arricchisce di un pizzico di follia, comicità e divertimento senza tralasciare la spettacolarità (soprattutto nelle scene del secondo atto con il grande salone da ballo) aggiungendo – sottolinea il regista – “al fantastico del racconto. il fantastico del desiderato da tutti: realizzare i nostri sogni nei momenti più bui della nostra vita e soprattutto realizzarli quando non ce lo aspettavamo più”. “Ciò che più mi premeva – raccontava, da parte sua – raccontava, da parte sua, Prokof’ev – era di rendere con la musica l’amore poetico tra Cenerentola e il principe, la nascita e il fiorire del sentimento, gli ostacoli su questa via, la realizzazione di un sogno”.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02EPSWAKDNDaMDpwuaUWTHxRSkJg7HtmanxqA2w3nnpEf81QC6SNgaBVRuhTujnuzl&id=1141940195