Salomé al teatro Eliseo (Roma) – 11-23 dicembre 2018

dicembre 10, 2018

 

 

Su una scena nera illuminata da un algido disco lunare, “Salomé” testo del drammaturgo irlandese Oscar Wilde (molto noto ma poco rappresentato) in cui coesistono dramma, ironia, grottesco e mistero.. –  è in scena, a Roma, al teatro Eliseo, dall’11 al 23 dicembre 2018, con regia di Luca De Fusco, ed Eros Pagni, Gaia Aprea, Anita Bartolucci quali protagonisti.

La vicenda è quella del profeta Iokanaan che Erode Antipa tiene rinchiuso in una cisterna, inquietato dalle sue profezie e dalle sue condanne. Durante un banchetto offerto da Erode e la moglie Erodiade, la bellissima principessa Salomé decide per capriccio di baciare il profeta, che invece la rifiuta con sdegno. In cambio di una danza seducente, la donna ottiene da Erode la testa di Iokanaan su un vassoio d’argento, per poter finalmente baciare le sue labbra.

«Salomé non può e non vuole uscire da una dimensione narcisistica dell’amore e quindi si specchia nel profeta» – spiega De Fusco – «Questa intuizione porterà a un finale sorprendente che preferisco non rivelare … E’ un’opera originalissima che sembra evocare una tragedia greca, ma che contiene anche il mistero e la semplicità della favola, l’autorevolezza e il sortilegio della scrittura religiosa (nello stile di certe battute sembra riecheggiare il “Cantico dei Cantici”), ed accenti corrosivi d’ironia”.

V. anche:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10213421104979027&id=1141940195

CO24: come procedono i lavori?

dicembre 10, 2018

20180604_121032LOTTA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI – PRIMA SETTIMANA COP 24

– La prima settimana dei lavori della COP24 si è conclusa tra tensioni ed ostruzionismo, soprattutto poiché le evidenze presentate dal Rapporto 1,5°C presentato dall’IPCC, hanno trovato forte opposizione dai paesi esportatori di combustibili fossili.   Permangono – ad oggi – divergenze su trasparenza, finanza e contributi nazionali volontari .

Tutta casa, letto e chiesa alla Sala Umberto (Roma) 11-16 dicembre 2018

dicembre 7, 2018

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Tutta casa, letto e chiesa – testo tuttora allestito in oltre trenta Nazioni – è un spettacolo sulla condizione femminile, con la brava, brillante e talentuosa  Valentina Lodovini. 

Il protagonista assoluto di questo spettacolo sulla donna è l’uomo, o meglio il suo sesso. Da anni, le donne, chiedono parità di diritti, e parità di sesso.   Ma – in questo campo – è utopistico sperarlo…

Circa i personaggi femminili troviamo una casalinga, usata come oggetto sessuale  e  come domestica senza stipendio né pensione; un  rapporto sessuale    mimato  con la donna subalterna all’uomo; e – nel terzo brano “Il risveglio” – un’operaia, sfruttata tre volte, e cioè, in casa come donna tuttofare, in fabbrica e a letto.

E’ uno spettacolo che fa ridere. Ma che amarezza!

IL discorso del capitano Roma Genoa 3-2 al Teatro Flaiano (6-16 dicembre 2018)-Roma

dicembre 7, 2018

20181207_163336Con  “Il discorso del Capitano”  Giuseppe Manfridi  – dal 6 al 16 dicembre al Teatro Flaiano porterà sul palco Francesco Totti  in un versione, più intima e introspettiva di quanto possa essere stato il suo celebre discorso del 28 maggio 2017.

In una sorta di backstage della settimana precedente l’incontro, l’epopea calcistica di Totti viene rievocata attraverso un intarsio di cronache che accostano squarci di realtà umana al clamore della ribalta, mentre le vicende di una partita assurda (quasi fuori controllo) cadenzano il comporsi di un risultato che solo a pochi istanti dalla fine troverà con Perotti  il gol del trionfo e della salvezza dall’incubo.

Il racconto di questo Roma-Genoa diventa una storia che va al di là dei limiti di una vicenda calcistica e basta.

La regia è di Claudio Boccaccini,  l’aiuto regia è Eleonora Di Fortunato, le musiche sono di Antonio Di Pofi, luci e fonica sono affidate a  a Flavio Lauria.

Jesus Christ Superstar torna al Sistina (6-16 dicembre 2018)

dicembre 7, 2018

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Vero capolavoro che di certo mai conoscerà oblio, Jesus Christ Superstar – originale Opera rock con regia di Massimo Romeo Piparo (prodotta dalla PeepArrow Entertainment nella versione originale di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice) – dopo lo straordinario successo del suo Tour Europeo, torna a Roma pluripremiato (in Europa con il Musical World Award).

E’ un’occasione da non perdere, prima del suo prossimo grande Tour internazionale, per applaudire il mitico Ted Neeley, suo straordinario protagonista. Con la travolgente orchestra dal vivo – diretta dal Maestro Emanuele Friello – Jesus Christ Superstar vede in scena un cast di incredibili talenti: accanto a Ted Neeley nei panni di Gesù, anche il brasiliano Nick Maia (Giuda), Paride Acacia (Annas), Simona Distefano (Maria Maddalena), Andrea Di Persio (Pilato), Giorgio Adamo (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa), Mattia Braghero (Pietro), Salvador Axel Torrisi (Erode), il grande ensemble di acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini coreografati da Roberto Croce, con le scenografie di Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona.

Nello stesso tempo cinema e teatro oltre che musical, oserei dire, lo spettacolo (in cui tutto tutto si tiene in un favoloso dinamismo) è una vera e propria esplosione di:  bellezza e perfezione (non c’è un solo punto morto), musica canzoni e danza, energia e scatenata vitalità, coesistenza di fantasia e (anche grazie alla multimedialità)  immagini di cruda realtà, armonia e splendidi effetti speciali talvolta anche d’impronta onirica, piacere (anche per occhi ed orecchie).

E ancor – e soprattutto – è  fonte  di tante Emozioni, leggerezza e forti sensazioni, Amore e spiritualità. misticismo …

Bellissimi luci e giochi di luce; coreografie immagini multimediali e scenografie, fantasiose, suggestive, colorate, imponenti, e a forte effetto – ed impatto – visivo ed emotivo. Bravissimi gli acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini, sciolti mimetici e scatenati. Travolgenti, coinvolgenti, penetranti ed emozionanti, le sue  musiche canzoni e belle voci, e i suoi personaggi chiave.

Lo spettacolo mette in scena gli ultimi sette giorni della vita di Gesù, narrati dalla prospettiva di Giuda. La scena è quindi monopolizzata, in particolare, da tre personaggi: Gesù, rappresentato come una figura che ha molto di umano, ma anche di spirituale; Giuda, figura cardine della narrazione; e Maria Maddalena, dolce femminilità investita da un amore che non sa comprendere.

Giuda non manca di suscitare reazioni,  e sentimenti. Splendida Maddalena! Bravi anche i cattivi!

Last but not least, carismatico Ted Neely nella sua eccellente e sublime interpretazione di Gesu’ – e il suo mito senza tempo e sempre attuale (come ben testimoniato dalla proiezione di foto di tristi realta’, odierne, quali migranti dinanzi a fili spinati, bambini messicani separati dalle loro famiglie ecc.ecc.) – un Gesu’ spirituale e (talvolta) quasi surreale per la diversità che sa emanare pur nella suo esser fortemente umano, vicino e presente!  Lo stesso Ted Neeley, mitico Gesù del film “Jesus Christ Superstar” del 1973 che ha fatto sognare tante generazioni di giovani in tutto il mondo,  con i suoi occhi celesti, quasi trasparenti e con un leggero strabismo, i capelli  lunghi e lisci, e un sorriso  che incanta.

“C’è – racconta Neeley – certamente qualcosa di magico nel fatto che dopo 40 anni sono qui a Roma ad interpretare ancora una volta il ruolo di Gesù   è un sogno che avevo da tutta la vita. Ho interpretato questo ruolo così tante volte ma ci trovo sempre qualcosa di nuovo. Per me la figura di Gesù rappresenta speranza, amore, spiritualità, fede e dolcezza. La mia vita cambiò con lui, anche perché quando giravamo il film in Israele ho conosciuto mia moglie”.

Gesù, contrapposto a Giuda, diventa emblema delle contraddizioni umane e della complessità dei nostri tempi.  A esaltare i grandi sentimenti  ci pensa la musica rock: simbolo di ribellione, grinta e determinazione.  L’energia della musica, la spiritualità e il carisma di un personaggio così amato da diventare un mito rendono questo spettacolo un evento memorabile.  L’Opera Rock – la più amata di tutti i tempi e che non invecchia mai – rinnovando il proprio messaggio di amore speranza e fiducia, unisce in un unico entusiasmo spettatori di ogni età e nazionalità

VIDEO

https://drive.google.com/file/d/1yZSJF9Osjq3cnazFx7gYgMpA2pUdLjMm/view?usp=sharing

Bel seminario a Napoli

dicembre 6, 2018

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PRESTAZIONI STRAORDINARIE al Teatro de’Servi Roma (30 novembre-16 deicembre 2018)

novembre 30, 2018

Sullo sfondo una società dove il sesso è più virtuale che reale e dove basta un’App per incontrarsi, PRESTAZIONI STRAORDINARIE – con Cristiana Vaccaro e Fabrizio Sabatucci, scritto da Michela Andreozzi e con regia di Massimiliano Vado –  è  uno spettacolo che fa ridere, e che spia disavventure, vizi e virtù di una coppia (tra un attore famoso per le sue misure che ha deciso di smettere e un’attrice impegnata che non trova una parte) che dalla crisi implosa risorge a nuova intesa.  

Alla fine, se tutti trasgrediscono, la vera trasgressione è smettere.

La simbiosi tra teatro moderno e ascolto della contemporaneità – spiega Massimiliano Vado – deve per forza confrontarsi con la commedia, sia per la sua valenza narratrice, che per il divertimento intellettuale che ne deriva”.

G20(2018): ulteriore deterioramento della governance mondiale?

novembre 30, 2018
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Al G20 del 2018, Trump si ritrovò isolato con la sua strategia America Frist. Ma – con l’incremento di governi d’impronta sovranista – la geopolitica mondiale del G20 2019 cambia.  Non a caso, il politologo Jan Bremmer ritiene che siamo oramai scivolati in un mondo Gzero (senza leadership), e verso un G20 occasione di incontri bilaterali, visto che non c’è nulla che accomuna tutti i 20 paesi… Il che indebolisce istituzioni internazionali quali il FMI o le Nazioni Unite.

AL G20 2018 (in cui Trump ha fatto saltare- tra l’altro – il bilaterale con Putin), tra le questioni aperte, si ritrovano la questione dei dazi. Alla vigilia del vertice ci si chiedeva: la guerra commerciale può riaprirsi anche tra Usa e europei (Trump è furibondo per i 15 000 licenziamenti alla General Motors)? Usa e Cina troveranno un accordo (Trump minaccia un loro aumento sostanziale)?

Intanto, alcune cose sono certe. Le nuove tendenze protezionistiche rischiano di produrre spirali negative da cui tutti rischiano di uscire perdenti. La globalizzazione ha prodotto progressi e distorsioni. La remunerazione del capitale è cresciuta più di quella del lavoro, creando diseguaglianze ed iniquità.

Tutto questo rende necessarie politiche – e nuove regole – adeguate.  Ma di che tipo? Sovraniste protezioniste liberiste europeiste globali?

Un’altra questione aperta – alla vigilia del vertice – restava l’atteggiamento di Trump e dei leader europei nei confronti del saudita Bin Salamn, dopo l’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi. Qui di seguito alcune posizioni UE espresse dal Presidente Donald Tusk:

“Let me just add a few words to what President Juncker has said. As this is a difficult moment for international cooperation, I would like to appeal to the leaders to use this summit, including their bilateral and informal exchanges, to seriously discuss real issues such as trade wars, the tragic situation in Syria and Yemen and the Russian aggression in Ukraine. I see no reason why the G20 leaders shouldn’t have a meaningful discussion about solving these problems. Especially because all the instruments lie in their hands. The only condition is good will.  We also cannot  underestimate other issues which remain difficult for some leaders, such as human rights, freedom of press and basic safety of journalists. It is our obligation, as the EU, to take this opportunity and press our partners to respect these basic principles.  Many leaders will certainly have questions about Brexit. Therefore, let me say this. The European Union has just agreed an orderly divorce with the United Kingdom. A few days before the vote in the House of Commons, it is becoming more and more clear that this deal is the best possible, in fact, the only possible one. If this deal is rejected in the Commons, we are left with, as was already stressed a few weeks ago by  Prime Minister May an alternative: “no deal; or no Brexit at all.”  I want to reassure you that the EU is prepared for every scenario”.

Intanto …Trump minaccia di non firmare la Dichiarazione finale se con riferimenti al commercio libero e al clima (gli USA sono usciti dall’accordo di Parigi sul cambiamenti climatici).

Le avventure di Pinocchio- al Museo nazionale romano Aula Ottagona Terme di Diocleziano (ex Planetario) 22-25 novembre 2018

novembre 24, 2018

FB_IMG_1543605775430Grazie alla cooperazione di Romaeuropa Festival, il Teatro dell’Opera di Roma e il Museo Nazionale Romano, “Le avventure di Pinocchio” di Lucia Ronchetti (compositrice tra le più apprezzate oggi in Italia ed Europa) e I Solisti dell’Ensemble Intercontemporain (storica orchestra permanente da camera fondata da Pierre Boulez nel 1976) – dopo il successo della versione francese (presentata nel 2016 all’Opera di Rouen, alla Nouvelle Philharmonie di Parigi, alla Biennale di Lione e al festival di Strasburgo) – sbarcano a Roma, con una Prima in Italia e in lingua italiana, in scena nell’Aula Ottagona del Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano (ex Planetario) dal 22 e 25 novembre 2018.

Pinocchio – precisa Lucia Ronchetti – mi è stato commissionato dall’ Ensemble Intercontemporain che, per la prima volta, hanno deciso di rivolgersi a un pubblico diverso (famiglie e bambini). Già 5 anni fa (attraverso il libro di Giorgio Manganelli ) ho lavorato su questo bel testo di Collodi che mette insieme dialetto forientino, ricco e scoppiettante, e la lingua del giornalismo dell’epoca. Tutti i suoi personaggi son ben definiti: questo mi aiutato ad attribuire a ciascuno musicista il proprio personaggio” e, a ciascun personaggio, uno strumento musicale.

Così – cercando nella storia della musica – Ronchetti ha riscritto il suo Pinocchio come una forma (leggera ed essenziale) di Opera da camera. Ha composto questa sua “Operetta”- come lei la definisce – e cioè una splendida commedia musicale strumentale che non è un pastiche, ma in cui ci sono echi di musiche-musicisti che il romanzo di Collodi, i suoi episodi e le emozioni che questi suscitano, hanno in lei rievocato.

E’ un teatro acustico, legato non solo alla tradizione italiana del teatro di strada ma anche al “teatro dell’ascolto” ideato da Luigi Nono – sottolinea Ronchetti – I luoghi di Pinocchio, il Teatro dei burattini, il Circo e il Paese dei balocchi, si materializzano attraverso frammenti nello stile di Nino Rota e Julius Fuck, con andamenti estremi e divertenti. Le corse continue di Pinocchio per sfuggire ai diversi inseguitori sono sostenute da texture ritmiche mutuate dal Petruska di Stravinskij; il contrabbassista che interpreta la balena che rincorre e inghiotte Pinocchio, realizza una visione selvaggi e virtuosa di One Of These Days dei Pink Floyd. Il percussionista Gilles Durot ha un ruolo speciale, di collegamento tra Pinocchio i musicisti e i bambini del pubblico: è un contastorie, un trovatore dei nostri giorni, personaggio circense che tiene i fili del destino di Pinocchio, crea ostacoli al suo percorso mentre gli offre strade di salvezza”.

Le avventure di Pinocchio di Lucia Ronchetti e I Solisti dell’Ensemble intercontemporain sono una commedia che è intenzionalmente anche un’opera di teatro musicale povero, teatro di strada (che non ha bisogno di un palcoscenico) dove idealmente con c’è confine tra gli interpreti e il pubblico dei bambini.

I musicisti, gli strumenti musicali e il set percussivo sono l’unico materiale scenico visivo utilizzato per evocare i continui spostamenti, le corse incessanti, i voli e le lunghe nuotate di Pinocchio. E’ solo nel corpo della cantante Juliette Allen – che interpreta Pinocchio – che si genera la metamorfosi del burattino, da essere vegetale a essere umano. E la sua voce è la sola voce linguisticamente captabile dai bambini, che apprendono tutto, direttamente da Pinocchio. Gli altri personaggi vengono percepiti come entità informi, ambigue e perverse che continuamente disturbano, deridono e distruggono il burattino e al sua aspirazione a diventare un essere umano.

I musicisti – precisa quindi Ronchetti – interagiscono con la voce che interpreta Pinocchio, creando delle scene sonore molto differenziate e legate anche all’esperienza reale di ascolto dei bambini, in modo da aiutare il più possibile l’identificazione anche dei personaggi e dei luoghi dipinti da Collodi in assenza da apparati scenici o visivi”. Così il percorso di trasformazione di Pinocchio – da burattino a bambino – diventa un viaggio musicale.

BELLE RIPIENE al Teatro Sistina-Roma (21 novembre- 2 dicembre 2018)

novembre 20, 2018

  In una grande ed allegra cucina, quattro amiche condividono risate, pensieri e due grandi amori, uomini e cibo!  E’ questo il soggetto di “Belle Ripiene” – esilarante spaccato di vita femminile – brillante commedia al femminile scritta da Giulia Ricciardi (una delle più attive autrici di commedia “rosa” del momento) da un soggetto di Massimo Romeo Piparo, ideatore e Regista di questa particolare pièce.

Ho cercato di interrogarmi – sottolinea Massimo Romeo Piparo – su cosa oggi possa assumere i connotati di “novità” nel panorama della Commedia italiana di intrattenimento. Sembra che tutto sia già stato pensato, scritto, rappresentato. E’ mettendo insieme ciò che la gente maggiormente ama fare, che ho avuto risposta ai miei quesiti e la giusta ispirazione a creare un prodotto originale: ridere e mangiare (due grandi passioni degli italiani!)”.

La particolarità dello spettacolo (scenografia di Teresa Caruso) è che, per la prima volta in teatro, sul palco, cucina e fornelli sono reali.  Una vera cucina professionale, girevole, conferisce iperrealismo a tutto il contesto. “La cucina è un luogo inaccessibile per la maggior parte delle persone, in cui è possibile mettere a nudo le proprie debolezze e dare sfogo alle proprie frustrazioni: una sorta di lettino dello psicanalista tra uno spicchio d’aglio, del peperoncino, tanta farina e un pizzico di sale”(cfr. Piparo). 

E a rendere il racconto ancora più realistico contribuiscono anche i quattro dialetti delle quattro protagoniste “che idealmente riuniscono dietro i fornelli questa Italia sempre più divisa da confini e barriere” (Piparo).

Le protagoniste – Ida (Rossella Brescia), Ada (Tosca D’Aquino), Leda (Roberta Lanfranchi) e Dada (Samuela Sardo) – cucineranno delle vere pietanze ognuna con la propria estrazione geografica, da Roma a Napoli, dal Salento all’Alta Padana.   Appositamente per la commedia è stato creato lo Scrigno Belle Ripiene, uno speciale raviolone ripieno di cime di rapa (Puglia) e guarnito con guanciale croccante (Lazio), pomodoro piennolo confit (Campania) e fonduta di stracchino (Lombardia).

Nel menù tante altre prelibatezze: dal “Risotto allo zafferano e gamberi boreali” alle “Mezzelune pere e taleggio con crema di zucca e castagne” fino alle “Perle di salmone croccante, yogurt ed erba cipollina”.   Al termine di questo racconto “dimagrante”, una ghiotta sorpresa attenderà il pubblico: gli spettatori condivideranno con le attrici i piatti cucinati ma non certo i loro uomini che rimarranno relegati tristemente nella lista dei “cibi proibiti” dal…dietologo dell’amore. Con la consulenza enogastronomica dello Chef Fabio Toso, il patrocinio della Federazione Italiana Cuochi e Cucine Lube come main partner, lo spettacolo sarà quindi anche un’occasione per gustare a sorpresa degli assaggi insoliti e appetitosi.