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Dal dialogo di due epoche – e due linguaggi – nasce Caravaggio Forever : mostra di 40 opere inedite di Marco Tamburro, con cui l’artista rende omaggio al genio di Caravaggio, condividendone lo sguardo che, diretto ed intenso, racconta la realtà senza idealizzarla, rendendo visibile ciò che normalmente rimane nascosto. Roma rappresenta il naturale punto d’incontro di questo percorso che invita il pubblico a riflettere sul potere dell’arte di attraversare il tempo. L’ingresso alla mostra è gratuito.
Evento che intende anche celebrare il venticinquesimo anno di attività di Arthemisia, l’ampia retrospettiva MUNCH IL GRIDO INTERIORE – che ha avuto una precedente tappa a Palazzo reale di Milano – al Palazzo Bonaparte di Roma è stata inaugurata il 10 febbraio 2025 alla presenza (anche) del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della regina Sonja di Norvegia. Ad accoglierli c’era Iole Siena, Presidente di Arthemisia.
La mostra, curata da Patricia G. Berman – esponendo oltre 100 suoi capolavori tra cui le iconiche La morte di Marat (1907), Notte stellata (1922-1024), Le ragazze sul ponte (1927), Malinconia (1900-1901), Danza sulla spiaggia (1904) e una delle versioni litografiche de L’Urlo (1895) – racconta l’intero percorso artistico di questo straordinario artista norvegese.
Simbolista e precursore dell’Espressionismo (e persino del Futurismo) – in maniera diretta e potente, e mirando a rendere visibile l’invisibile (anche grazie alla memoria) – Munch ha saputo interpretare e rappresentare sentimenti, passioni, e le inquietudini più profonde dell’animo umano (l’angoscia esistenziale, la malattia, la morte, la suggestione dell’amore erotico e della passione carnale, ecc.). Non a caso, le onde sonore generate dall’urlo interiore dell’artista giungono fino al nostro presente.
Le sue opere testimoniano – dando loro forme e colori – emozioni universali e senza tempo.
La perdita prematura della madre a soli 5 anni e della sorella, la morte del padre, la tormentata relazione con la fidanzata Tulla Larsen, hanno di certo influenzato la sua poetica, così come il naturalismo norvegese, influenze dell’impressionismo e post-impressionismo – francesi – che gli suggerirono un uso del colore più intimo e un approccio psicologico, e teorie scientifiche del suo tempo.
La sua prima mostra a Berlino (1982) fu considerata scandalosa.
Munch fu percepito come l’artista eversivo e maledetto. Vivendo una vita “sull’orlo di un precipizio” – tra relazioni amorose dolorose e alcolismo – un crollo psicologico lo portò in una clinica privata (1908-1909).
Tornato in Norvegia – dopo aver vissuto per lo più all’estero – si stabilì al mare. I suoi giganteschi dipinti murali oggi nell’Università di Oslo sono considerate le più grandi teli dell’Espressionismo in Europa “che riflettono il suo sempre vivo interesse per le forze invisibili e la natura dell’Universo”.
Much è morto nel 1944.
La mostra di Roma è articolata in sette Sezioni; e fa scoprire anche ad aspetti meno noti di questo grande artista (il suo rapporto con l’Italia, con la sessualità e la natura ecc.) .
Allenare l’occhio – “Non dipingo cosa vedo, ma cosa ho visto” precisava lo stesso Munch, annotando più volte che la sua vista influenza la sua esperienza sensoriale, incluso i suoni che sente e gli stati emotivi che prova, producendo lavori come L’Urlo.
Quando i corpi si incontrano e s separano – Munch vuole rendere visibile quella che lui definisce la “grandiosità della sessualità” con una certa misoginia – e frequenti rappresentazioni del rapporto tra uomo e donna come una battaglia – ma anche con empatia per chi viene rovinato “dalla dissoluzione dell’amore”.
Fantasmi – L’artista ha scritto esplicitamente che i ricordi sono strumentali nel suo lavoro. In questa sezione si vedono le sue opere più note: Malinconia (1891) Disperazione (1894) L’urlo (1895) Lotta contro la morte (1915) e la Morte della malata (1893)9
Munch in Italia – Il suo debito verso l’italia è un aspetto poco noto. “Malattia alcol disastri: questo fu il mio viaggio a Firenze” – annota Lo stesso Munch. Ma, dopo la partenza di Larsen, inizia una nuova fase tra Firenze Milano e Roma, ispirata da Raffaello e Michelangelo. In questa sezione si trova – tra altri – La Tomba di PA Munch a Roma (1927) che ritrae uno scorcio del cimitero acattolico romano dove è sepolto lo zio,
L’universo invisibile – “La terra – scrive Munch – è un gigantesco atomo vivente. Tutto ha vita e volontà e movimento, le rocce e i cristalli quanto i pianeti”. Nella sua cosmologia, la terra è un elemento dotato di coscienza e respiro. L’ambiente fisico e i corpi delle creature agiscono gli uni sugli altri, permettendo alle energie invisibili di interagire con il mondo visibile. A Roma sono visibili Uomini che fanno il bagno (1913-1915), Onde (1908) Il Falciatore (1917)-
Di fronte allo specchio (Autoritratto) – Lo specchio è il suo complice durante i tentativi di auto-invenzione.
L’eredità di Munch – L’artista è stato un grande sperimentatore di soluzioni prospettiche e geometriche inedite, dell’uso potente di colore e ombre, e di figure disturbanti. Il suo linguaggio personale invita ad entrare nella scena e partecipare con maggior coinvolgimento all’emozione che la pervade. Ed è la premessa per la nascita delle Avanguardie che nel XX secolo cercheranno gli strumenti migliori per raccontare le emozioni più profonde.
Prodotta ed organizzata da Arthemisia – in collaborazione con il Museo Munch di Oslo – la mostra gode de patrocinio del Ministero della cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla cultura, della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma e del Gubileo 2025 – Dicastero per l’Evangelizzazione