Archive for the ‘Uncategorized’ Category

9 maggio (2024): Festa dell’Europa in Italia

Maggio 10, 2024

Nel 2024, la festa dell’Europa e’vicina alle prossime elezioni politicheeuropee in giugno. Spero che il tasso di astensioni sia bassissimo e che tutti esercitino il loro diritto di voto e di scelta. Sovranismi e nazionalismi sono miopi. Serve invece uno scatto in avanti per un’Unione europea piu’ forte: per la salvaguardia dei nostri valori e competivita’, per la pace e un mondo migliore. Il 9 maggio l’Italia si e’illuminata del colore dell’Europa . E la festa in Piazza Campidoglio e’stato un gran bello evento le cui foto sono visibili nei link che seguono.

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WORLD PRESS PHOTO 2024: al Palazzo Esposizioni (Roma, 9 maggio- 9 giugno 2024)

Maggio 9, 2024

Attraverso un programma di mostre, la World Press Photo Foundation racconta il mondo, a milioni di persone, attraverso foto di fotografi professionisti, creativi e coraggiosi, di cui – in questi ultimi anni caratterizzati da guerre e conflitti – molti sono morti sul campo. La mostra World Press Photo 2024promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e dall’Azienda Speciale Palaexpo e ideata dalla World Press Photo Foundation di Amsterdam – è state organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con 10b Photography. 

In anteprima nazionale, presenta le foto vincitrici del prestigioso contest di fotogiornalismo che dal 1955 premia ogni anno i migliori fotografi professionisti. contribuendo a costruire la storia del giornalismo visivo mondiale. Questi i temi dominanti del 2024: gli effetti devastanti (ritratti con estrema compostezza) di guerre (conflitti) e dei cambiamenti climatici, attraverso la sopravvivenza di farfalle la resistenza di madre natura, la situazione drammatica di migranti, la demenza in paesi che non prevedono cure per questa patologia ecc.

  • A vincere il World Press Photo of the year è stato il palestinese Mohammed Salemcon la foto Una donna palestinese stringe il corpo di sua nipote.
  • Il premio World Press Photo Story of the Year è stato assegnato alla fotografa Lee-Ann Olwage di Geo per il progetto Valim-babena ambientato in Madagascar. Gli scatti documentano la vita di Paul Rakotozandriny, “Dada Paul” (91 anni) che convive con la demenza da 11 anni ed è assistito da sua figlia Fara Rafaraniriana (41 anni).
  • Il venezuelano Alejandro Cegarra, The New York Times/Bloomberg, si è aggiudicato il premio World Press Photo Long-Term Project con il lavoro I due muri che rievoca la terribile situazione dei migranti ai confini del Messico.
  • Il World Press Photo Open Format Awardè andato a Julia Kochetova  fotografa ucraina che ha realizzato un sito web che unisce il fotogiornalismo con lo stile documentaristico di un diario personale per mostrare al mondo l’esperienza di vivere con la guerra come realtà quotidiana.

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EXPODEMIC al Palazzo delle esposizioni (Roma 7 maggio -25 giugno 2025)

Maggio 6, 2024

EXPODEMIC (7 maggi0 2024 – 25 agosto 2024): la mostra “EXPODEMIC. Festival delle Accademie e degli Istituti di Cultura stranieri a Roma” – curata da Lorenzo Benedetti con la collaborazione di Francesca Campanaè un progetto espositivo condiviso e diffuso che, a partire dal Palazzo Esposizioni di Roma si dirama nel tessuto urbano della città.

Il suo filo conduttore è il racconto inedito del legame che intercorre tra la nascita e lo sviluppo delle moderne esposizioni e la storia delle accademie. Il suo fulcro sarà il Palazzo Esposizioni con la mostra di 18 artisti ospitati negli istituti culturali stranieri presenti a Roma ( tra loro Kamrooz Aram, Ane Rodriguez Armendariz, Séverine Ballon, Jacopo Belloni, Alix Boillot, Susanne Brorson, Fatma Bucak, Pedro Luis Cembranos, Zachary Fabri, Hamedine Kane, Kapwani Kiwanga, Bjørn Melhus, Marko Nikodijevic, Tura Oliveira, Estefania Puerta Grisales, Chloé Quenum, Marie Robert, Sarina Scheidegger ).

Il Festival (promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo) è organizzato dall’Azienda Speciale Palaexpo con la collaborazione di 21 istituzioni culturali internazionali che – per tutta la durata della manifestazione – proporranno nelle loro sedi mostre, incontri, eventi e dibattiti. 

Festival delle Accademie e degli Istituti di Cultura stranieri a Roma – Palazzo delle Esposizioni di Roma (7maggio -25 agosto 2024)

aprile 30, 2024

Dal 7 maggio 2024 – al 25 agosto –  prende il via EXPODEMIC:  Festival delle Accademie e degli Istituti di Cultura stranieri a Roma, promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’’Azienda Speciale Palaexpo.  Tra gli artisti  ospitati al Palazzo delle esposizioni  – fulcro dell’evento –  si ritrovano: Kamrooz Aram, Ane Rodriguez Armendariz, Séverine Ballon, Jacopo Belloni, Alix Boillot, Susanne Brorson, Fatma Bucak, Pedro Luis Cembranos, Zachary Fabri, Hamedine Kane, Kapwani Kiwanga, Bjørn Melhus, Marko Nikodijevic, Tura Oliveira, Estefania Puerta Grisales, Chloé Quenum, Marie Robert, Sarina Scheidegger.
Per tutta la sua durata,  con la collaborazione di 20 istituzioni culturali internazionali, il Festival proporrà nelle loro sedi mostre, incontri, eventi e dibattiti. 

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La Bohème al Teatro Verdi di Salerno (26-28 aprile 2024)

aprile 23, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

La bohème è un’opera in quattro Quadri, nata da una sfida fra Giacomo Puccini e Ruggero Leoncavallo nello scrivere contemporaneamente due opere con lo stesso nome, tratte dalla stessa fonte d’ispirazione, il romanzo di Henri Murger Scènes de la vie de bohème.   Il libretto dell’opera di Puccini è stato il frutto di una gestazione laboriosa (per la difficoltà di adattare situazioni e personaggi all’intelaiatura di un’opera) di Illica e Giacosa.  Per completare la partitura Puccini ha impiegato ben tre anni di lavoro.  La sua Bohème fu poi  rappresentata, per la prima volta, al Teatro Regio di Torino il 1º febbraio 1896.

Dopo oltre un secolo, è ancora fra le opere più popolari al mondo.  Ambientata nella Parigi del 1830, l’opera ritrae l’esistenza spensierata di un gruppo di artisti bohémiens; e due amori, l’uno (triste, malinconico e poetico) tra Rodolfo e Mimì, l’altro (caratterizzato dalla frivolezza del personaggio femminile e la gelosia del personaggio maschile) tra Marcello e Musetta. A Puccini interessava la trasfigurazione lirica del dato realistico – la musica che trasfigura la quotidianità in qualcosa di poetico – e il vero cui tendeva era soprattutto la veridicità dei sentimenti.   Non a caso – è stato osservato – nella Bohème “si riconosce un continuo e capillare adeguamento della musica al testo secondo il grande modello del Falstaff verdiano”.

Tuttavia al suo realismo (la spensieratezza dei giovani bohemiens, la nuda messa in scena della malattia di Mimì, l’inserimento nella “pittura sonora” di rumori estranei quali la banda militare nel secondo atto) ecc.) la critica ha reagito in modo diametralmente opposto. Per esempio, tra i contemporanei di Puccini, Hanslick criticò la “rottura sensazionale con le ultime tradizioni romantiche e artistiche dell’opera” e Torrefranca accusò il compositore di non essersi elevato al di sopra della descrizione del quotidiani del testo.  Al contrario, per Camille Bellaigue l’aderenza della musica alla realtà concreta costituiva uno dei dati più pregevoli dell’opera”.

Circa i quattro Quadri – a differenza dei primi due (gioiosi ed allegri) – il terzo e quarto  sono caratterizzati da tristezza, malinconia, e nostalgia.

Il QUADRO I (Nella soffitta), sullo sfondo dei comignoli fumanti di Parigi, ci fa entrare, con charme e realismo, nel clima della bohème. Ci sono Rodolfo (poeta) e Marcello (pittore) – che tentano di scaldarsi davanti a un caminetto –  e Colline (filosofo) e Schaunard (musicista) che arrivano con un cesto di cibarie per aver guadagnato qualche moneta, che ricevono la visita inattesa di Benoît (il padrone di casa) che pretende invano l’affitto.  Poi, mentre il solo Rodolfo è nella soffitta, Mimì, la giovane vicina di casa, bussa alla porta per chiedergli una cortesia. L’estasi raggiunge il suo punto culminante nell’incantevole duetto “O soave fanciulla” continuamente interrotto dai richiami degli amici che chiamano dabbasso. E non manca un primo segnale della malattia di Mimì… Entrambi si recano al caffè Momus.

QUADRO II – Al caffè Momus – Nel secondo quadro è rappresentata una situazione festosa e affollata alla vigilia di Natale, con adulti, venditori ambulanti, bambini, gendarmi, in un angolo il Caffè Momus giunge anche Musetta, una vecchia fiamma di Marcello, insieme al ricco e non più giovane Alcindoro.  È bellissima, civettuola, e disposta a tutto per riconquistare il collerico Marcello. Marcello non può resisterle. Vanno via insieme, lasciando ad Alcindoro il conto da pagare per tutti.  Straordinariamente la musica- estroversa e scorrevole – riesce a illuminare di volta in volta gli svariati personaggi.

QUADRO IIILa Barriera d’Enfer – Musetta e Marcello si separano. Rodolfo e Mimì rinviano l’inevitabile addio all’ormai prossima primavera. Rodolfo ha intuito la malattia di Mimì….

 QUADRO IVDi nuovo in soffitta – Marcello e Rodolfo, oramai separati da Musetta e Mimì, parlano dell’amore, e delle pene che porta con sè. L’atmosfera diventa più giocosa quando sopraggiungono anche Colline e Schaunard. I giochi e le battute, però, servono solo a mascherare la profonda disillusione che i quattro provano realmente.  Musetta avverte di aver visto Mimì sulle scale, sofferente. Fa vendere i suoi orecchini per comprarle delle medicine. E si mette alla ricerca di un manicotto per scaldare le mani di Mimì. Colline decide di contribuire, vendendo il suo amato cappotto.  Nella soffitta del loro primo incontro, Rodolfo e Mimì ricordano con tenerezza i giorni del loro amore. Mimì si spegne, dolcemente, circondata dai suoi amici. Rodolfo l’abbraccia ripetendo straziato il suo nome  In questo ultimo atto, è soprattutto l’orchestra  che  “narra”  un procedere verso la tragedia… Tra le sue melodie più belle vi è quel “Sono andati” intonata da Mimì.  Man mano che Mimì svanisce la musica si fa più rarefatta ed eterea, mentre l’orchestra evoca il motivo della “gelida manina” del primo incontro, in un clima di grande commozione.

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Stagione teatrale 2024-2025 del Teatro Quirino di Roma

aprile 22, 2024

2024-2025: bellissima – ricca e varia – la prossima stagione teatrale del Teatro Quirino a Roma che vede un”alternanza di classici e nuovi autori: da Plauto a Moliere, da Cajkovskij a Neil Simon, da JeanCocteau a Carla Cavalluzzi e Sergio Rubini, da William Shakespeare a Nino Marino e Nino Manfredi, da Giovanna Gra a WilliamArthur Rose, da Carlo Goldoni a Natalia Ginzburg, da Herman Melville a Davide Sacco e Anton Cechov. Regie – attrici e attori – prestigiosi ed esordienti, e comunque di grande qualita’.

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MY FAIR LADY al Teatro Verdi di Salerno (13-14 aprile 2024)

aprile 11, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

MY FAIR LADY è un musical perfetto che, con le sue belle melodie, le sue tematiche eternamente attuali, e le sue sognanti ambientazioni londinesi di inizio secolo – da settant’anni – ha conquistato i teatri di tutto il mondo). Lo spettacolo –  ora in scena al teatro Verdi di Salerno – è un nuovo adattamento, opera delle capacità liriche e drammaturgiche di Vincenzo Incenzo.  Per il produttore Enrico Griselli (che ha allestito uno spettacolo grande stile senza badar a spese) il suo Higgins Eliza è anche educazione sentimentale: “la loro storia insegna come stare insieme, come amarsi”.  

 La direzione delle musiche, pietre miliari della storia di Broadway, è stata affidata alla poliedrica esperienza del Maestro Enzo Campagnoli.

Felice – ma anche consapevole della sfida di un ruolo già interpretato da Audrey Hepburn al cinema, da Julie Andrews al teatro, e da Delia Scala in Italia – Serena Autieri precisa: “Sognavo questo spettacolo da anni. E finalmente, oggi, sono nei panni di Eliza Doolitle”: la povera fioraia che fa breccia nel cuore dell’ostico professor Henry Higgins.   Higgins è splendidamente interpretato da Michele Enrico Montesano.  Il cast è impreziosito dalla partecipazione straordinaria dell’irresistibile Fioretta Mari, esilarante e tagliente Mrs. Higgins.   Clara Galante e Luca Bacci interpretano rispettivamente Mrs. Pearce e Freddy Eynsford-Hill.  Manlio Dovì veste i panni del Colonnello Pickering e Gianfranco Phino interpreta Alfred Doolittle.

Attraverso scene e luci meccanicamente sorprendenti, la direzione visionaria avvolge lo spettatore in una dimensione sognante.   Le coreografie sono state affidate all’immaginazione poetica di Gianni Santucci, che con la sua visione di teatro totale ha disegnato un mondo classico e modernissimo allo stesso tempo. Accuratissima la ricostruzione dei costumi, opera di Silvia Frattolillo.

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GIOCATTOLI ANIMATI E LETTERATURA PER L’INFANZIA: NUOVO LIBRO PRESENTATO ALLA-Bologna Children’s book Fair (10 aprile 2024)

aprile 8, 2024

Giocattoli animati Infanzia e Letteratura – Living toys Children and Children’s Literature e’un libro a piu’voci – curato dalla Professoressa Elena Paruolo (Universita’di Salerno) e dalla Dottssa Claudia Camicia (Presidente del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile) – costituito da una Introduzione della Profssa Elena Paruolo, e da Contributi di eminenti studiosi della Letteratura per l’infanzia. Nella Children’s Literature i giocattoli sono presenti sia come oggetti ludici e inanimati sia come oggetti senzienti e animati. E sono presenti non solo nella letteratura del RU ma anche in Italia e in altri paesi. Il primo romanzo che ritrae una forma di interiorita’ e soggettivita’ in una bambola risale al 1816. Il rapporto speciale tra mondo infantile, giocattoli e animali, non e’ il solo fattore che spiega lo sviluppo di questa produzione letteraria che pone, tra l’altro, la problematica del “vero”.

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Auguri di Buona Pasqua

marzo 29, 2024

I ragazzi irresistibili a Giu’la maschera (Teatro Verdi di Salerno 22 marzo 2024)

marzo 23, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

A “Giù la Maschera”, presso il foyer del Teatro  Verdi di Salerno, il 22 marzo 2024, i protagonisti sono stati Umberto Orsini e Franco Branciaroli che hanno presentato il loro spettacolo “I ragazzi irresistibili”, con la regia di Massimo Popolizio. L’incontro è stato condotto come sempre da Peppe Iannicelli. Lo spettacolo si basa su una commedia di Neil Simon scritta nel 1972, già adattata con grande successo per il cinema (The Sunshine Boys) nel 1975, e racconta di due anziani attori di Varietà che si ritrovano  dopo molti anni a lavorare un’ultima volta insieme per una trasmissione televisiva. Ci sono tra loro antichi rancori e contrasti che riesplodono quando si incontrano di nuovo e che danno vita a momenti di grande comicità. Come osserva Branciaroli, quella dello scrittore americano è una comicità che non sempre viene capita quando è proposta al pubblico italiano. Sia Orsini che Branciaroli hanno trovato che c’è un diverso modo di reagire del pubblico, e di rispondere o meno con la risata alle battute che i due attori si scambiano in scena. A Firenze il pubblico ride molto, in Campania ride un po’ meno ma questo perché la comicità di Neil Simon (uno scrittore che – come viene osservato – guarda al teatro di Beckett, di Cechov, di non semplice intrattenimento) è troppo diversa dalla comicità locale che ha a sua volta una grande tradizione.

 Se ci sono molti momenti di comicità nello spettacolo c’è anche una grande malinconia che emerge soprattutto nel secondo atto quando  i due attori si ritrovano dopo che uno di loro ha avuto un infarto  e l’accento è messo sulla vecchiaia dei due protagonisti. A questo riguardo Peppe Iannicelli osserva che ci vuole molto coraggio a mettere in scena la “vecchiezza” in un’epoca che insegue la gioventù a tutti i costi. E Orsini risponde che essendo loro vecchi anagraficamente (Orsini ha 89 anni, Branciaroli ne ha 76) hanno ritenuto opportuno portare in scena la commedia di Neil Simon anche perché non cercavano il successo a tutti i costi. Un successo che comunque è arrivato lo stesso come dimostrano gli applausi del pubblico del Verdi anche nella serata della Prima, quella del giovedi, una serata sempre molto difficile per qualunque gruppo teatrale che passi per il Teatro Verdi, una sorta di serata di prova!

La commedia vuole essere un omaggio al mondo degli attori, alle loro manie. La presenza di due grandi attori dà allo spettacolo una marcia in più. E ha reso l’incontro di “Giù la Maschera” particolarmente affascinante grazie anche alle acute osservazioni sul teatro da parte di un maestro come Umberto Orsini.