Archive for the ‘Uncategorized’ Category

I risultati delle elezioni europee (giugno 2024): in sintesi

giugno 10, 2024

Gli esiti delle elezioni politiche europee dell’8-9 giugno 2024 hanno
confermato l’avanzata delle destre. Ma si va delineando un doppio scenario.

Da una parte, sovranisti e neofascisti non eliminano la possibilità per le
famiglie politiche popolare, socialista e liberale di comporre la stessa
maggioranza – all’Europarlamento – che ha sostenuto fin qui Ursula von der
Leyen.
 
Dall’altra, questo equilibrio è molto fragile, perché il motore
franco-tedesco è ora in panne. In Francia Le Pen stravince. Macron – sciolta
l’Assemblea nazionale – indice nuove elezioni. E in Germania i postnazisti di
Alternative für Deutschland superano il partito socialdemocratico del cancelliere
Olaf Scholz.

In Italia, Fratelli d’Italia ottiene il 28,8% dei consensi, ma il Pd diretto
da Elly Schlein si assesta intorno al 24,1%. Il M5S si afferma con il 9,9%,
crollo della Lega (9%) sorpassata da Forza Italia (9,6%). Exploit di
Alleanza Verdi e Sinistra che sfiora il 7%. Calenda (Lista Azione) e
Renzi-Bonino (lista Stati Uniti d’Europa) non hanno superato la soglia di
sbarramento del 4% fermandosi al 3,3% e al 3,7%.

“Avete detto Europa”? Mio articolo sulla rivista Agenda Geopolitica (maggio 2024)

giugno 9, 2024

Nel numero di maggio 2024 – nella rivista Agenda Geopolitica – c’è il mio articolo “Avete detto Europa?” inizialmente ispirato da “Uno scatto in avanti per l’Europa” – a cura di Valdo Spini – N. 1/2024 del trimestrale “Quaderni del Circolo Rosselli”. Qui di seguito il link che ne rende possibile la lettura.

Otello – firmato da Allex Aguilera – al teatro dell’Opera (Roma,1-12 giugno 2024)

giugno 9, 2024

Le grandi voci di Gregory Kunde, Roberta Mantegna e Igor Golovatenko sono protagoniste dell’Otello di Verdi – in scena al Teatro Costanzi dal 1° al 12 giugno ( in un allestimento proveniente dall’Opéra di Monte Carlo e dall’Opera Nazionale di Tbilisi ) –  diretto da Daniel Oren. 

 Il regista, Allex Aguilera, “per i quattro atti di quest’opera ha concepito un unico elegante scenario suddiviso in tre livelli (la scenografia è di Bruno De Lavenère) in cui la turbata psiche di Otello, i contorti intrighi di Iago e l’innocente purezza di Desdemona si intrecciano e si sviluppano immerse in un’intima penombra (le luci sono di Laurent Castaingt)”. A completare la messa in scena il lavoro di Françoise Raybaud Pace ai costumi e di Etienne Guiol e Arnaud Pottier ai video.

Nelle date del 5, 8 e 11 giugno, il ruolo di Otello è cantato da Marco Berti, Desdemona da Vittoria Yeo (interprete della moglie del moro anche nella replica del 12 giugno), Jago da Vladimir Stoyanov. Completano il cast Irene Savignano (Emilia), diplomata “Fabbrica” Young Artist Programm dell’Opera di Roma, Francesco Pittari (Roderigo), Alessio Cacciamani (Lodovico), Alessio Verna (Montano), Piotr Buszewski (Cassio). Nella parte dell’araldo si alternano Leo Paul Chiarot (1,5,8,11 giugno) e Fabio Tinalli (4,7,9 e 12 giugno). Il maestro del coro e’Ciro Visco.

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L’ITALIANA IN ALGERI AL TEATRO VERDI DI SALERNO (17-19 maggio 2024)

Maggio 15, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

L’Italiana in Algeri è un  dramma giocoso più che un’opera buffa, l’appellativo di  buffa risale a Stendhal. Gioacchino Rossini era  giovanissimo, quando la scrisse su libretto di Angelo Anelli.  E lo fece in pochissimo tempo. Lo spettacolo andò in scena per la prima volta a Venezia nel 1813.  

 “Era nel fiore del genio e della giovinezza , non aveva paura di ripetersi, non cercava di scrivere della musica “forte”, viveva in quel piacevole paese di Venezia, il più gaio d’Italia e forse del mondo – per citare ancora Stendhal – Il carattere dei veneziani pretendeva soprattutto arie piacevoli, più leggere che appassionate. Sono stati ben serviti nell’Italiana”.  Compositore di musiche che potevano adattarsi a situazioni  leggere e serie – e a lungo sottovalutato all’estero in quanto considerato un autore leggero –  Rossini è poi  divenuto un oggetto di culto.

La trama  –   Giocata soprattutto sulla burla e sul ritmo drammatico e musicale, l’opera racconta la storia di una ragazza Italiana di straordinaria bellezza, dotata di molto coraggio, spiritosa e volitiva, di nome Isabella, che decide di imbarcarsi per andare a salvare il suo innamorato Lindoro, un giovane archeologo  ingaggiato per fare scavi in oriente che – catturato dai corsari – diventa schiavo ad Algeri del bey Mustafà.   Anche il vascello su cui viaggia Isabella – insieme a Taddeo, suo spasimante non corrisposto, poi spacciato come zio della ragazza – in seguito a un naufragio cade in mano ai corsari.

Intanto, ad Algeri, il bey Mustafà è stanco della moglie Elvira e desidera conoscere una ragazza italiana, perché ha saputo che le ragazze che vengono dall’Italia hanno un fascino speciale. Comanda dunque di portargliene una.

Il capo dei corsari gli porta la splendida Isabella che trova tra i naufraghi. Così la ragazza scopre che Lindoro è vivo ed è divenuto schiavo. Mustafà vorrebbe dare la libertà a Lindoro se solo lui accettasse di tornare in Italia e portasse con sé la moglie  che egli non desidera più.

Isabella seduce Mustafà che si innamora di lei e di conseguenza fa tutto quello che lei gli chiede di fare. Gli dice che ripudiare la moglie è un costume barbaro e che lei non potrebbe amare un uomo che lo mettesse in atto. Fa sì – dunque  – che Lindoro e Elvira non partano ma  restino ad Algeri.  Seguono alcune burle ai danni di Mustafà che viene nominato Pappataci, un titolo che concede questo diritto:                  

                                            Fra gli amori e le bellezze

                                           Fra gli scherzi e le carezze

                                           Dee dormir, mangiare e bere

Anche Taddeo diventa strumento di esilarante comicità.  Intanto  Isabella organizza la sua fuga quella di Lindoro e degli  altri italiani che sono ad Algeri.  Quando Mustafà  scopre l’inganno di cui è stato vittima sono tutti partiti. A quel punto non gli resta che rassegnarsi e ritornare dalla moglie mentre il coro e tutti i personaggi si uniscono per cantare il successo della bella italiana.

Nella Conferenza stampa  diretta da Peppe Iannicelli, che si è tenuta nel foyer del Teatro Verdi di Salerno il 15 maggio 2024, alla quale erano presenti il direttore d’orchestra Gaetano Lo Coco, la regista Sarah Schinasi, alcuni degli interpreti, e il segretario artistico Antonio Marzullo,  si è parlato del nuovo allestimento della Italiana in Algeri che sarà rappresentato al Verdi il 17 e il 19 maggio.  

 Ha iniziato Marzullo, dando una buona notizia. Sono stati sbloccati dal Consiglio di Stato i fondi per sviluppo e coesione destinati alla Campania. Di conseguenza  al programma della stagione lirica del Teatro Verdi saranno aggiunti altri titoli (Nabucco e Norma) e dei concerti.

Iannicelli  chiede  perchè rappresentare l’Italiana in Algeri al Verdi, un teatro in cui si rappresenta molto la musica di Verdi e di Puccini, due autori caratterizzati da  trasporto ed emozioni, tutte cose che non ci sono in Rossini che tende invece a creare una realtà comica, un mondo di ironia e cattiveria, ma anche di gioia, che porta a riflettere sulla nostra realtà.   Anche se di straordinaria attualità, L’Italiana in Algeri   è un’opera poco rappresentata perché – altamente impegnativa – richiede un cast di altissimo livello.  Lo spettacolo presentato al Verdi – sottolinea Marzullo – presenta un cast eccellente. E  risponde anche al principio del Verdi di proporre ogni anno un titolo mai messo in scena prima.

Quest’anno é toccato all’opera di Rossini, uno spettacolo che sarà ripreso anche dalla Rai.

Rossini – osserva il direttore Lo Coco – usa Algeri in quanto mondo distante, un mondo diverso per i colori, i suoni assurdi, un mondo che gli consente un distanziamento dalla realtà, un po’ simile al distanziamento che si trova nel  teatro di Brecht.

Nella sua interpretazione dell’opera di Rossini – sottolinea la regista Schinasi  – Mustafà diventa un personaggio affascinante, di grande apertura mentale, colto e curioso, pronto a stare al gioco.  Probabilmente tra lui e Isabella succede qualcosa. Se non appartenessero a mondi così diversi sarebbero perfetti l’uno per l’altra.  Probabilmente l’oriente diventa un po’ occidente e l’occidente un po’ oriente. Ne viene fuori una storia che fa sognare.  Ed è anche una storia che rappresenta una sfida per chi la mette in scena. Comporta molto lavoro,  perché presenta ben 23 scene che non si svolgono nello stesso luogo.

Ne viene fuori uno spettacolo articolato, dal ritmo incessante, che mira a ridurre la comicità  spicciola spesso associata a questa splendida opera.

Filippo e Filippino LIPPI in mostra ai Musei Capitolini – Palazzo Caffarelli – di Roma (15 maggio-25 agosto2025)

Maggio 14, 2024

Filippo e Filippino Lippi, Ingegno e bizzarrie nell’arte del Rinascimento questo il titolo della mostra mostra ai Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli, a Roma dal 15 maggio al 25 agosto 2025. Un padre (Fra’ Filippo Lippi maestro assoluto della stagione dorata del Rinascimento fiorentino) e un figlio (Filippino Lippi allievo di Botticelli che a sua volta era stato alliveo di Filippo Lippi) – entrambi pittori e disegnatori di grande talento – due grossi artisti dell’arte rinascimentale! L’esposizione è a cura di Claudia La Malfa. Ci sono tele favolose, disegni concessi in prestito dalla Galleria degli Uffizi e dall’Istituto centrale per la grafica di Roma, e documenti provenienti dagli archivi di Firenze e Spoleto da cui emerge la rete di contatti di Fra’Filippo Lippi con Cosimo de’Medici e il re di Napoli. Ed è anche narrata , non senza una certa ironia, la storia del rapimento da parte del pittore di Lucrezia Buti dal convento in cui studiava, la fuga di amore e la nascita del figlio Filippino.

Il fatto che nel titolo della mostra ci sia il termine bizzarie vuole attirare l’attenzione sulla coesistenza – in Filippo Lippi – di divino e umano nella realtà dall’artista ritratta.

In mostra il capolavoro di Filippino Lippi: l’Annunciazione dei Musei civici di San Gimignano, due splendi tondi realisticamente poetici, in cui Filippino conia geometrie prospettiche e la narrazione degli interni del padre con le figure sinuose di Botticelli. Spettacolari anche i suoi affreschi – nella cappella Carafa della chiesa di Santa Maria sopra Minerva a Roma – nella mostra riprodotti in dimensioni reali con una particolare tecnica fotografica.

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Capolavori russi al Teatro dell’Opera (Roma 14 maggio 2024)

Maggio 13, 2024

Michele Mariotti torna sul podio con la Cantata Aleksandr Nevskij per mezzosoprano, coro e orchestra di Sergej Prokof’ev,  accompagnata dalla proiezione delle scene dell’omonimo film di Sergej Ėjzenštejn  per il quale il compositore scrisse la colonna sonora nel 1938.  Completa il programma la Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36 di Pëtr Il’ič Čajkovskij

«La cantata  – sottolinea Michele Mariotti- nasce come colonna sonora, ma non consiste in un mero accompagnamento musicale alle immagini. Quello di Prokof’ev era un progetto virtuoso, scaturito dal desiderio di fondere i linguaggi artistici. Ogni episodio è un grande quadro. Nell’insieme, questi quadri compongono un racconto che culmina nella battaglia sul ghiaccio».

Il film di Ėjzenštejn – incentrato sulle vittoriose gesta di Aleksandr Nevskij, granduca di Novgorod – ripercorre il sanguinoso scontro che portò l’esercito russo alla vittoria contro gli invasori teutonici nel XIII secolo. Secondo la leggenda,  il granduca ordinò ai propri soldati di togliersi le armature e di condurre i nemici sulla superficie ghiacciata del lago, nel quale i cavalieri teutonici affondarono per il peso delle proprie corazze.

9 maggio (2024): Festa dell’Europa in Italia

Maggio 10, 2024

Nel 2024, la festa dell’Europa e’vicina alle prossime elezioni politicheeuropee in giugno. Spero che il tasso di astensioni sia bassissimo e che tutti esercitino il loro diritto di voto e di scelta. Sovranismi e nazionalismi sono miopi. Serve invece uno scatto in avanti per un’Unione europea piu’ forte: per la salvaguardia dei nostri valori e competivita’, per la pace e un mondo migliore. Il 9 maggio l’Italia si e’illuminata del colore dell’Europa . E la festa in Piazza Campidoglio e’stato un gran bello evento le cui foto sono visibili nei link che seguono.

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WORLD PRESS PHOTO 2024: al Palazzo Esposizioni (Roma, 9 maggio- 9 giugno 2024)

Maggio 9, 2024

Attraverso un programma di mostre, la World Press Photo Foundation racconta il mondo, a milioni di persone, attraverso foto di fotografi professionisti, creativi e coraggiosi, di cui – in questi ultimi anni caratterizzati da guerre e conflitti – molti sono morti sul campo. La mostra World Press Photo 2024 – promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e dall’Azienda Speciale Palaexpo e ideata dalla World Press Photo Foundation di Amsterdam – è state organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con 10b Photography. 

In anteprima nazionale, presenta le foto vincitrici del prestigioso contest di fotogiornalismo che dal 1955 premia ogni anno i migliori fotografi professionisti. contribuendo a costruire la storia del giornalismo visivo mondiale. Questi i temi dominanti del 2024: gli effetti devastanti (ritratti con estrema compostezza) di guerre (conflitti) e dei cambiamenti climatici, attraverso la sopravvivenza di farfalle la resistenza di madre natura, la situazione drammatica di migranti, la demenza in paesi che non prevedono cure per questa patologia ecc.

  • A vincere il World Press Photo of the year è stato il palestinese Mohammed Salemcon la foto Una donna palestinese stringe il corpo di sua nipote.
  • Il premio World Press Photo Story of the Year è stato assegnato alla fotografa Lee-Ann Olwage di Geo per il progetto Valim-babena ambientato in Madagascar. Gli scatti documentano la vita di Paul Rakotozandriny, “Dada Paul” (91 anni) che convive con la demenza da 11 anni ed è assistito da sua figlia Fara Rafaraniriana (41 anni).
  • Il venezuelano Alejandro Cegarra, The New York Times/Bloomberg, si è aggiudicato il premio World Press Photo Long-Term Project con il lavoro I due muri che rievoca la terribile situazione dei migranti ai confini del Messico.
  • . Il World Press Photo Open Format Awardè andato a Julia Kochetova  fotografa ucraina che ha realizzato un sito web che unisce il fotogiornalismo con lo stile documentaristico di un diario personale per mostrare al mondo l’esperienza di vivere con la guerra come realtà quotidiana.

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EXPODEMIC al Palazzo delle esposizioni (Roma 7 maggio -25 giugno 2025)

Maggio 6, 2024

EXPODEMIC (7 maggi0 2024 – 25 agosto 2024): la mostra “EXPODEMIC. Festival delle Accademie e degli Istituti di Cultura stranieri a Roma” – curata da Lorenzo Benedetti con la collaborazione di Francesca Campana – è un progetto espositivo condiviso e diffuso che, a partire dal Palazzo Esposizioni di Roma si dirama nel tessuto urbano della città.

Il suo filo conduttore è il racconto inedito del legame che intercorre tra la nascita e lo sviluppo delle moderne esposizioni e la storia delle accademie. Il suo fulcro sarà il Palazzo Esposizioni con la mostra di 18 artisti ospitati negli istituti culturali stranieri presenti a Roma ( tra loro Kamrooz Aram, Ane Rodriguez Armendariz, Séverine Ballon, Jacopo Belloni, Alix Boillot, Susanne Brorson, Fatma Bucak, Pedro Luis Cembranos, Zachary Fabri, Hamedine Kane, Kapwani Kiwanga, Bjørn Melhus, Marko Nikodijevic, Tura Oliveira, Estefania Puerta Grisales, Chloé Quenum, Marie Robert, Sarina Scheidegger ).

Il Festival (promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo) è organizzato dall’Azienda Speciale Palaexpo con la collaborazione di 21 istituzioni culturali internazionali che – per tutta la durata della manifestazione – proporranno nelle loro sedi mostre, incontri, eventi e dibattiti. 

Festival delle Accademie e degli Istituti di Cultura stranieri a Roma – Palazzo delle Esposizioni di Roma (7maggio -25 agosto 2024)

aprile 30, 2024

Dal 7 maggio 2024 – al 25 agosto –  prende il via EXPODEMIC:  Festival delle Accademie e degli Istituti di Cultura stranieri a Roma, promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’’Azienda Speciale Palaexpo.  Tra gli artisti  ospitati al Palazzo delle esposizioni  – fulcro dell’evento –  si ritrovano: Kamrooz Aram, Ane Rodriguez Armendariz, Séverine Ballon, Jacopo Belloni, Alix Boillot, Susanne Brorson, Fatma Bucak, Pedro Luis Cembranos, Zachary Fabri, Hamedine Kane, Kapwani Kiwanga, Bjørn Melhus, Marko Nikodijevic, Tura Oliveira, Estefania Puerta Grisales, Chloé Quenum, Marie Robert, Sarina Scheidegger.
Per tutta la sua durata,  con la collaborazione di 20 istituzioni culturali internazionali, il Festival proporrà nelle loro sedi mostre, incontri, eventi e dibattiti. 

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