Archive for the ‘Uncategorized’ Category

I ragazzi irresistibili al Teatro Verdi di Salerno (21 -23 marzo 2024)

marzo 21, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Il sipario della stagione di prosa del teatro Verdi di Salerno si chiude con I ragazzi irresistibili . La commedia – ispirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville (Joe Smith e Charles Dadi) – è di uno dei maggiori autori comici americani,  il newyorkese Neil Simon.   Umberto Orsini e Franco Branciaroli si ritrovano insieme per ridare vita a questo testo, con regia di Massimo Popolizio.

 I protagonisti sono due anziani attori di varietà che a lungo hanno lavorato in coppia in un duo diventato famoso come “I ragazzi irresistibili”.   Dopo 11 anni di separazione per incomprensioni, sono chiamati a riunirsi in occasione di una trasmissione televisiva (di una sola sera) per celebrare la storia del glorioso varietà americano.   In scena, tentano di ricucire lo strappo che li ha separati per tanti anni.  Ma le incomprensioni si ripresentano.  Nascono situazioni esilaranti, fonte di comicità ma – anche – di un tenero omaggio al mondo degli attori, alle loro piccole e manie e tragiche miserie.

A giù la maschera, piacevole incontro con Arturo Brachetti (Teatro Verdi, 15 marzo 2024)

marzo 15, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Con le fiabe, la danza del vestito, la sabbia che crea, le canzoni famose e i loro cantanti, SOLO – in scena al Teatro Verdi di Salerno fino a domenica 17 marzo –  è una grande festa dell’immaginazione creativa, e dell’inventiva. Non mancano elementi inquietanti, quali l’ombra (dell’artista) e la frantumazione finale che – tra forti effetti speciali di musica ed immagini – vorrebbero mettere fine all’immaginazione creativa. Ma questa rinasce.

E si può riprendere a volare…

A “Giù la Maschera” – al teatro Verdi di Salerno – Arturo Brachetti ha incontrato il pubblico e la stampa. In questo piacevolissimo incontro, l’artista si è mostrato estremamente generoso non solo nel dare informazioni sullo spettacolo, ma anche nel parlare di sé e della sua vita privata. Ha rilevato di come lui abbia per l’anagrafe 67 anni ma di come gliene diano al più 47. Infatti il suo aspetto è estremamente giovanile e così anche il suo viso. E’ grazie al DNA, ha osservato, ma anche perché segue una dieta sana, fa ginnastica, non fuma, non beve, non prende droghe, e fa l’ozono terapia! E cerca di imparare sempre qualcosa di nuovo, ogni giorno. Ha ricordato anche la sua famiglia, e di come tutto sia iniziato quando da bambino ha iniziato a interessarsi agli esercizi di magia.

“Brachetti – passando allo spettacolo SOLO – si immedesima con i personaggi che interpreta, talmente numerosi?”: gli ha chiesto Peppe Iannicelli . “No – ha risposto l’artista – Ogni personaggio ha una durata breve (a volte di qualche minuto) Sarebbe dunque impossibile.  E poi in scena c’è l’attore, e c’è Brachetti che controlla tutto. Lui segna i gol, grazie alle persone che lavorano con lui (e che gli passano la palla) con cui si relaziona continuamente per trasformarsi. Sarebbe interessante girare un documentario nel back stage per fare vedere al pubblico cosa avviene dall’altra parte”.

Per Brachetti, ci sono tre tipi di domande che – di solito – il pubblico gli rivolge. La prima domanda, la più superficiale, riguarda le sue trasformazioni e su come sia possibile che egli si trasformi così rapidamente, a volte in una frazione di secondo. Le seconde rivelano il retroterra culturale delle persone che gliele rivolgono,  se in grado di vedere sulla scena dei dettagli, come la presenza di un quadro che ricorda un pittore importante e cose di questo tipo. Infine ci sono le domande di tipo emotivo, le più profonde, come ad esempio la domanda che gli ho fatto io quando gli ho chiesto di soffermarsi sulla presenza dell’ombra (la sua ombra) sulla scena, una presenza che colpisce lo spettatore perché si insinua in maniera inquietante nella grande festa – di immaginazione creativa, di fantasia e innovazione – che caratterizza lo spettacolo, che si chiude con la disgregazione finale di tutto il processo creativo, attraverso una incredibile potenza di immagini e di suoni, che si placa nel momento in cui lui, comincia a volare di nuovo.   L’ombra – precisa Brachetti – rappresenta la parte razionale dell’io, quella che si vede sulla terra o sul muro, che spinge a tenere i piedi per terra, a non guardare al cielo, a non volare, a rimanere ancorato alla realtà.

L’incontro si è concluso con Brachetti che ha fatto  selfie con il pubblico spiegando alle signore che per farli venire bene bisogna avere la luce di fronte perché la luce attenua le rughe….

VEDI anche:

Esposizione Carla Accardi: al Palazzo delle esposizioni di Roma

marzo 15, 2024

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Arturo Brachetti al teatro Verdi di Salerno (14 -16 marzo 2024)

marzo 11, 2024

 Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Lo spettacolo in scena a Salerno è un vero e proprio as-SOLO per uno degli artisti italiani più amati nel mondo, Arturo Brachetti – grande maestro internazionale di Quick-Change – che torna in scena per regalare al pubblico il suo  lavoro più completo SOLO.

Con Brachetti,  reale e surreale, verità e finzione,  magia  e  realtà tutto è possibile. E – mentre in  SOLO the Legend of Quick-Change il protagonista è il trasformismo – in  SOLO   propone anche  un viaggio nella sua storia artistica, attraverso le ombre cinesi, il mimo e la chapeaugraphie ed anche sorprendenti novità come la poetica sand painting  e il magnetico raggio laser.   E – con un  mix tra scenografia tradizionale  e  videomapping –   enfatizza  i particolari e coinvolge gli spettatori.

In SOLO, Brachetti apre le porte della sua casa: una casa segreta – senza presente, passato e futuro – in cui vengono conservati  sogni e desideri.  L’artista schiude la porta di ogni camera, per scoprire la storia che vi è contenuta e  che prenderà vita sul palcoscenico. E – con personaggi di  telefilm  celebri,  Magritte e grandi icone della musica pop, passando per le favole e la lotta con i raggi laser in stile Matrix, Brachetti – in 90 minuti offre un bello  spettacolo, pensato per tutti ( a partire dalle famiglie).

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Stagione lirica sinfonica e di balletto 2024 del Teatro Verdi di Salerno (conferenza stampa e spettacoli)

marzo 9, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo          

 Si alza il sipario sulla stagione lirica sinfonica e di balletto del Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno.  My fair lady, La Bohème, L’italiana in Algeri, Avvenne a Napoli, L’Elisir d’amore, Lo schiaccianoci e La traviata: questi i bei titoli del Cartellone della stagione 2024 – l’8 marzo 2024 –al Verdi presentato, nel corso di una Conferenza stampa coordinata da Peppe Iannicelli.

La stagione 2024– ha sottolineato il segretario artistico Antonio Marzullo (che ha tra l’altro ringraziato l’orchestra del Verdi, il coro, tutte le maestranze e uffici amministrativi) – nonostante le difficoltà economiche  è stupenda. La riduzione del numero degli spettacoli è compensata dalla varietà di quanto in programma. E (anche con biglietti a 5 euro) si sta tentando di coinvolgere sempre più giovani.  Il maestro Fulvio Artiano, Direttore del Conservatorio Martucci di Salerno ha sottolineato la rinnovata collaborazione del Conservatorio con il teatro Verdi – che in più spettacoli, ed eventi, consente orchestre con giovani musicisti.   Da parte sua il direttore artistico Daniel Oren ha precisato: “Nonostante la mutilazione economica subita siamo riusciti – compiendo un grande sforzo produttivo ed artistico e grazie al continuo e incessabile sostegno della Regione Campania e dell’Amministrazione del Comune di Salerno – a presentare una bella e ricca stagione Lirica, di Balletto e di Concerti 2024” (anche se due importanti spettacoli lirici sono stati messi in frigorifero, con la speranza di poterli tirare fuori il più presto possibile). Non manca la grande danza con Lo schiaccianoci. E ci sarà il musical My fair lady.  Consapevoli dell’eccellenza della musica lirica italiana – riconosciuta in tutto il mondo – si è deciso di mettere in scena opere di musicisti italiani, quali Puccini, Donizetti e Verdi.  Le opere di Verdi, seguendo una recente classifica internazionale, sono al primo posto delle opere più eseguite nel mondo, seguite da quelle di Mozart, Puccini, Rossini, Wagner e Donizetti. Vanno sostenute l’opera e le voci italiane. Ma nel programma non mancano anche artisti internazionali, affermati ed emergenti.

Vincenzo Napoli sindaco di Salerno ha ringraziato tutta la famiglia del teatro Verdi, Daniel Oren, e il governatore De Luca per la sua pressante attenzione. I fondi di coesione e sviluppo sono stati improvvidamente bloccati. Il governatore De Luca sta facendo – accompagnato dai sindaci della regione Campania –  una battaglia per il loro immediato sblocco.

Da parte sua, De Luca – in una Nota diffusa del Servizio Stampa – sottolinea: “Il direttore artistico Daniel Oren   ha preparato un cartellone di altissimo livello in un felice connubio tra titoli di grande tradizione e opere meno rappresentate ed una preziosa contaminazione di generi e stili espressivi. Crescono musicisti, cantanti, addetti ai lavori in gran parte di origine campana ormai capaci di cooperare con i grandi interpreti internazionali. Ancora una volta il Verdi di Salerno si conferma il teatro della grande musica e del belcanto. (…) La Regione Campania, nonostante le difficoltà ben note, continua a sostenere questa programmazione di alta qualità che s’inserisce nel più ampio contesto delle proposte artistiche e culturali della nostra terra ricca di passione e creatività. Investiamo sulla Bellezza creando lavoro ed attrazione e valorizzando i talenti giovani che possono esprimere la loro passione migliorando la vita della nostra comunità”.

QUESTI GLI SPETTACOLI IN CARTELLONE (sulla base di materiale informativo di Daniel Oren)

13 e 14 aprile 2024   – Il musical My fair lady. Questa celebre favola romantica di Lerner & Loewe’s sbarca a Salerno vestita di fascino – e di nuovo – con Serena Autieri protagonista. Le sue canzoni, diamanti incastonati nella storia della musica, faranno viaggiare in un sogno senza tempo.  Le sue tematiche (il riscatto sociale, il diritto di amare, il superamento di ogni tipo di barriere) al divertimento aggiungeranno riflessioni che da vicino riguardano noi tutti.

26-28 aprile 2024 –   La Bohème –  opera lirica di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ispirato al romanzo di Henri Murger –  con regia di Plamen Kartaloff . Il Coro sarà preparato dal Maestro Francesco Aliberti.  La direzione di Orchestra e Coro sarà sotto la direzione di Daniel Oren. In scena un cast stellare: il tenore Giovanni Sala, il baritono Mario Cassi, il soprano Mariangela Sicilia

17-19 maggio 2024L’italiana in Algeri  dramma giocoso in due atti di Gioacchino Rossinisu libretto di Angelo Anelli – appartenente al genere dell’opera buffa. La direzione sarà di Gaetano Lo Coco, una giovane promessa.  La regia sarà a cura di Sarah Schinasi.  In scena si alterneranno – tra le più belle e richieste voci del panorama internazionale: Juan De Dios Mateos, Carlo Lepore, Marco Filippo Romano, Mariam Battistelli, Elmina Hasan.

27-29 maggio 2024 –Avvenne a Napoli – Passione per voce e piano”: un concerto sospeso tra la migliore tradizione e innovazione italiana.  Eduardo De Crescenzo interpreta – per la prima volta – la Canzone Classica Napoletana tra il 1800 e il 1950.  Lo spettacolo racconta alle nuove generazioni un miracolo che avvenne a Napoli, quando grandi musicisti e grandi poeti intrecciando i loro talenti inventarono la “forma canzone” così come la pratichiamo ancora oggi.  Questo magico viaggio è accompagnato dal  pianoforte – talentuoso e internazionale – di Julian Oliver Mazzariello.

8-10 novembre –  L’elisir d’amore: su libretto di Felice Romani, primo capolavoro buffo di Gaetano Donizetti, in cui si definisce un suo proprio stile rispetto al dominante modello rossiniano. Sul podio a dirigere l’orchestra ci sarà Jacopo Sipari di Pescasseroli. La regia è a firma di Riccardo Canessa.  Per le recite, i solisti saranno selezionati – tramite audizioni con il dipartimento di Canto del Conservatorio – tra gli allievi del Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno. In scena Orchestra e Coro del Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno.

7-8 dicembre –: Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij un balletto dell’800 che continua a affascinare il pubblico di ogni età.  Petipa decidendo di adattare la storia per il libretto utilizzando come base anche Il Racconto dello Schiaccianoci di Alexandre Dumas ha stemperato gli elementi più inquietanti del racconto, rendendo il tutto una deliziosa favola, e uno spettacolo di grande incanto. Elaborato un libretto in cui la vicenda rimaneva in secondo piano rispetto all’atmosfera fiabesca del Natale (nella quale esaltare i sentimenti d’amore e gioia nostalgica) – per completare il progetto – Petipa si rivolse a Petr Ilic Cajkovskij.  Étoile ospiti nello spettacolo di Salerno: Marta Petkova e Emil Yordanov. In scena il Corpo di Ballo del Teatro Nazionale di Sofia.

26-28 dicembre 2024: La Traviata, con cui Verdi compie una scelta innovatrice rispetto al panorama classico del melodramma italiano.  Dopo il buffone di corte appassionato (Rigoletto) e la zingara assassina (Il trovatore) delle prime due opere della “trilogia popolare”, Verdi decide di mettere in scena un dramma ispirato ad un fatto realmente accaduto a Parigi (descritto nella ,”Dame aux camèlias” di Alexandre Dumas figlio) – che ha come protagonista una prostituta.  Dal podio Francesco Ivan Ciampa dirigerà l’Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi”; alla regia il raffinato Giandomenico Vaccari.  In scena Irina Lungu , Valentyn Dityuk, Simone Piazzola.

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“La pelle del tempo”: bella mostra di Danilo Quintarelli al Museo Carlo Bilotti -Aranciera di Villa Borghese (Roma, 7 marzo-21 aprile 2024)

marzo 7, 2024

Dal 7 marzo al 21 aprile 2024, lo splendido Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese ospita “La pelle del tempo”: una bella – ed intrigante – mostra di Danilo Quintarelli, a cura di Andrea Guastella.   Con dei dipinti che ricalcano le sovrapposizioni delle superfici murarie (la “pelle” della struttura architettonica) – e un video (realizzato col videoartista Andrea Maioli sulla base di alcune foto di Quintarelli) – la Mostra ripercorre le numerose trasformazioni subite dal palazzo dell’Aranciera di Villa Borghese (sede del Museo Carlo Bilotti) nel corso dei secoli.

Da un lato, la pelle è una frontiera che ci protegge; dall’altro, ricoprendosi di rughe, fa le veci della coscienza; ci costringe a percepirci per quello che siamo: creature fragili, limitate, contingenti.  Sia come sia, il rapporto col mondo è quindi una questione di pelle. Da qui la decisione di Danilo Quintarelli, di concentrarsi – più che sulle strutture imponenti – sulle stratificazioni di intonaco dei dei muri: sono proprio queste ultime La pelle del tempo, la memoria concreta dell’edificio, dai fasti del passato alle macerie della guerra.  

 L’artista è stato ispirato in particolare dai sotterranei dell’edificio, polverosi, ruvidi, graffiati. La dominante rossa rimanda a sangue rappreso.  Sotterranei e colori sovrapposti sono altrettanti, inviti a uno scavo fisico e interiore che, nel video, diventa ariosa proiezione nel futuro: lo spazio si converte in tempo.

“La pelle – come ha scritto David Le Breton – incarna la persona, distinguendola dagli altri. La sua consistenza, il colore, le cicatrici e le sue peculiarità (come i nei, ad esempio) disegnano un paesaggio unico”.  E tale paesaggio – come (nella mostra) testimoniato dal video – cambia con il tempo. Come sosteneva Didi-Hubermann, per guadagnare un ‘corpo’, l’arte “dovrà fregiarsi ‘della virtù interstiziale della pelle’.  Dovrà celare, nell’abisso dell’Informe, la levità dell’Assoluto”. 

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Associazione Aurea Phoenix APS.
Supporto organizzativo e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il catalogo della mostra, edito da Aurea Phoenix Edizioni con testi di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, Andrea Guastella e Danilo Quintarelli, verrà pubblicato a conclusione dell’esposizione.

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La Pelle del tempo: bella mostra al Museo Bilotti (Roma 7 marzo – aprile 2024)

marzo 6, 2024

Quasi mio marito al teatro de’ Servi (12-17 marzo 2024)

marzo 6, 2024

Scritta e interpretata da Giancarlo Fares e Sara Valerio – con regia di Nicola Pistoia – QUASI MIO MARITO è una commedia esilarante.

 In un piccolo appartamento convive una giovane coppia alle prese con una domenica diversa dalle altre: è il giorno del matrimonio della sorella di Martina. Dopo aver superato dubbi e ostacoli (scarpe, vestito, trucco, calcolo del percorso da seguire, messa a punto dell’automobile)  sono finalmente pronti. Ma… quando giunge l’ora…non riescono ad uscire di casa. In un crescendo di risate  parte un confronto/scontro sugli argomenti più diversi , per arrivare a riflettere anche sull’importanza del matrimonio e dell’amore.


 

 

Il nuovo numero di Calibano (rivista dell’Opera di Roma) è dedicato al proibito.

marzo 6, 2024

In occasione della messa in scena della Salome di Richard Strauss (regia di Barrie)esce un nuovo numero di “Calibano” – la rivista di attualità culturale del Teatro dell’Opera di Roma edita da effequ – dedicato alla figura biblica di Salomè (seducente principessa di Giudea, e e nota femme fatale) al tema del proibito. Come sempre, una selezione di saggi tratti da “Calibano” è disponibile gratuitamente (sia in italiano sia in inglese) sul sito del teatro, a questo link. Il volume – diretto da Paolo Cairoli, e illustrato daEmilia Trevisani (attraverso software di intelligenza artificiale) – sarà in vendita allo shop del Teatro già dal 7 marzo, nelle librerie e sul sito di effequ dal 21 marzo 2024 .

Ad aprire il volume un contributo di Dominic Pettman su erotismo, libido e sessualità al tempo di internet, degli smartphone e dei social.  Segue Andrea Peghinelli con un saggio su Oscar Wilde. Emanuele Senici fa un’analisi sulla rappresentazione dell’eros nell’opera. Chiara Adorisio si sofferma sui movimenti eretici nella storia delle religioni, Vera Gheno racconta di parole proibite. Rossano Baronciani riflette sulla sensibilizzazione storica dell’immagine fotografica in rapporto alla morte. Claudio Strinatisi sofferma su scandalo e  censura nell’arte.  Gli aspetti del conturbante e della trasgressione legata al corpo vengono affrontati -in un articolo su moda e tabù – da Fabiana Giacomotti e, ancora, in quello di Alberto Piccinini sugli scandali del nudo nel cinema italiano – da Anita Ekberg ad Aiché Nana – degli anni Cinquanta; fino ad arrivare a un saggio di Sergio Trombetta sull’esclusione dei corpi non conformi dalla danza.

Come sempre, su “Calibano” trovano spazio anche un racconto inedito – questa volta a firma di Carmen Barbieri – e una rubrica musicologica sul proibito nell’opera a cura di Giuliano Danieli.

UE etica delle imprese e catene di fornitura: a che punto siamo?

marzo 6, 2024

Ue etica delle imprese e catene di fornitura: a che punto siamo? Su questa problematica mi sono soffermata nella conversazione con Alessandro Mauriello- pubblicata da Euroeconomie – qui di seguito leggibile:

https://www.euroeconomie.it/it/blog-detail/post/224395/direttiva-crsd-la-necessit-di-insistere-per-un-sistema-produttivo-ue-allineato-ai-modelli-virtuosi-di-sviluppo-sostenibile?fbclid=IwAR35hkgS5cAsf3U9Jqz85FLiX34zoEVOj_XqUz238UWsRmSHaL66ghWXPLQ

Buona lettura!