Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Quasi mio marito al teatro de’ Servi (12-17 marzo 2024)

marzo 6, 2024

Scritta e interpretata da Giancarlo Fares e Sara Valerio – con regia di Nicola Pistoia – QUASI MIO MARITO è una commedia esilarante.

 In un piccolo appartamento convive una giovane coppia alle prese con una domenica diversa dalle altre: è il giorno del matrimonio della sorella di Martina. Dopo aver superato dubbi e ostacoli (scarpe, vestito, trucco, calcolo del percorso da seguire, messa a punto dell’automobile)  sono finalmente pronti. Ma… quando giunge l’ora…non riescono ad uscire di casa. In un crescendo di risate  parte un confronto/scontro sugli argomenti più diversi , per arrivare a riflettere anche sull’importanza del matrimonio e dell’amore.


 

 

Il nuovo numero di Calibano (rivista dell’Opera di Roma) è dedicato al proibito.

marzo 6, 2024

In occasione della messa in scena della Salome di Richard Strauss (regia di Barrie)esce un nuovo numero di “Calibano” – la rivista di attualità culturale del Teatro dell’Opera di Roma edita da effequ – dedicato alla figura biblica di Salomè (seducente principessa di Giudea, e e nota femme fatale) al tema del proibito. Come sempre, una selezione di saggi tratti da “Calibano” è disponibile gratuitamente (sia in italiano sia in inglese) sul sito del teatro, a questo link. Il volume – diretto da Paolo Cairoli, e illustrato daEmilia Trevisani (attraverso software di intelligenza artificiale) – sarà in vendita allo shop del Teatro già dal 7 marzo, nelle librerie e sul sito di effequ dal 21 marzo 2024 .

Ad aprire il volume un contributo di Dominic Pettman su erotismo, libido e sessualità al tempo di internet, degli smartphone e dei social.  Segue Andrea Peghinelli con un saggio su Oscar Wilde. Emanuele Senici fa un’analisi sulla rappresentazione dell’eros nell’opera. Chiara Adorisio si sofferma sui movimenti eretici nella storia delle religioni, Vera Gheno racconta di parole proibite. Rossano Baronciani riflette sulla sensibilizzazione storica dell’immagine fotografica in rapporto alla morte. Claudio Strinatisi sofferma su scandalo e  censura nell’arte.  Gli aspetti del conturbante e della trasgressione legata al corpo vengono affrontati -in un articolo su moda e tabù – da Fabiana Giacomotti e, ancora, in quello di Alberto Piccinini sugli scandali del nudo nel cinema italiano – da Anita Ekberg ad Aiché Nana – degli anni Cinquanta; fino ad arrivare a un saggio di Sergio Trombetta sull’esclusione dei corpi non conformi dalla danza.

Come sempre, su “Calibano” trovano spazio anche un racconto inedito – questa volta a firma di Carmen Barbieri – e una rubrica musicologica sul proibito nell’opera a cura di Giuliano Danieli.

UE etica delle imprese e catene di fornitura: a che punto siamo?

marzo 6, 2024

Ue etica delle imprese e catene di fornitura: a che punto siamo? Su questa problematica mi sono soffermata nella conversazione con Alessandro Mauriello- pubblicata da Euroeconomie – qui di seguito leggibile:

https://www.euroeconomie.it/it/blog-detail/post/224395/direttiva-crsd-la-necessit-di-insistere-per-un-sistema-produttivo-ue-allineato-ai-modelli-virtuosi-di-sviluppo-sostenibile?fbclid=IwAR35hkgS5cAsf3U9Jqz85FLiX34zoEVOj_XqUz238UWsRmSHaL66ghWXPLQ

Buona lettura!

Giu’la maschera (primo marzo 2024) al Teatro Verdi Di Salerno: dialogo con gli attori di Magnifica presenza

marzo 2, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Primo marzo 2024: nel corso del consueto appuntamento post-spettacolo – Giù la maschera – al Teatro Verdi di Salerno  gli attori di “Magnifica Presenza” hanno incontrato stampa e pubblico e, parlato delle loro interpretazioni (e personaggi). Sulla scena – ha sottolineato Il giovane protagonista Federico Cesari – “lui è un personaggio non risolto. Il contatto con la solitudine degli attori spettri lo aiuta a risolversi”. “Interpretando la cugina – ha precisato Tosca D’aquino – lei ha interpretato una donna completamente pazza – e sopra le righe –  ruolo molto diverso da come lei è nella vita reale”.

” Magnifica Presenza”  è uno spettacolo teatrale, adattamento della precedente (versione e) pellicola cinematografica.

Si è – quindi – davanti a due linguaggi diversi.   Nel loro spettacolo – hanno sottolineato gli attori – sono cambiate molte cose rispetto al film.  Gli spettri sono diversi e di numero inferiore (5 e non 8). Ed è diverso il rapporto tra spettri e protagonista. Restano invece costanti i temi da sempre privilegiati dall’autore regista: quali la complessità delle relazioni e delle identità, l’inclusività…   

 Alla domanda di Peppe Iannicelli su cosa significa fare uno spettacolo in cui gli attori non si confrontano con un classico ma con la contemporaneità dell’autore – che in questo caso è anche il regista (Ozpetek) – gli attori hanno risposto che è stato bello e molto interessante seguire la “visione” dell’autore.   A conclusione, Serra Yilmaz (da sempre presente nella cinematografia e adesso negli adattamenti teatrali di Ozpetek) si è soffermata su Istanbul, sua città natale che – ad ogni ritorno –  ritrova diversa da come era, e soprattutto sempre più cementificata!  

Per saperne di più, si rinvia a: https://appuntamentieuropei.wordpress.com/2024/02/24/magnifica-presenza-al-teatro-verdi-di-salerno-29-febbraio-2-marzo-2024/

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UE: catene di fornitura e etica delle imprese

febbraio 27, 2024

Italia e Germania hanno bloccato un accordo sulla proposta di Direttiva UE in materia. Non c’e’ da esultare. Ci sarebbe/c’e’ invece da lavorare per portare anche i paesi del Sud globale, dei BRICS, ecc. sulla buona strada del rispetto dei diritti umani – del diritto del lavoro – e dell’ambiente. Stesse regole multilaterali per tutti, e il loro rispetto, sono (sarebbero?) necessarie ed utili, per un mondo migliore, che alle guerre preferisca una sana e civile convivenza basata su una concorrenza leale, su un commercio libero ma anche equo, sul rispetto reciproco -e degli altri – e non su soprusi di ogni tipo. Come ho già sottolineato nei miei libri ( e in quello del 2021) l’economia non è solo un luogo di di scambi commerciali E’ anche il luogo della produzione. ragion per cui conta anche il come si produce.

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Magnifica Presenza al Teatro Verdi di Salerno (29 febbraio-2 marzo 2024)

febbraio 24, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Dopo il successo di Mine vaganti, Ferzan Ozpetek torna in teatro con un nuovo adattamento scenico di un suo successo cinematografico – Magnifica presenza del 2012 – commedia la cui trama oscilla tra l’onirico e il reale.

Federico Cesari (che ha debuttato giovanissimo ne I Cesaroni ed è conosciuto soprattutto per le serie Netflix Tutto chiede salvezza e Skam) intepreta il protagonista: Pietro. un ragazzo originario dei Castelli Romani, che si trasferisce nella capitale per recitare.  

 Nella  casa della cugina – che lo ospita – conviverà con dei teatranti-spettri (che vengono dal passato e con i quali instaura un confidenziale rapporto di amicizia) che vede solo lui…

Monnet aveva ragione? Costruire l’Europa in crisi -Presentazione del libro di Marco Buti e di un recente Manifesto firmato da eminenti personalità

febbraio 17, 2024

In vista elle elezioni politiche europee del giugno 2024, è ora di parlare di Europa. Altrimenti le prossime elezioni – di europeo – avranno solo il nome. Ci sarà da decidere se procedere verso la creazione di una vera Federazione europea o se optare per sterili sovranismi. La presentazione del libro di Marco Buti Monnet aveva ragione? Costruire l’Europa in crisi , e del Manifesto L’Unione europea al tempo della nuova guerra fredda pubblicato nell’ottobre 2023 da Il sole 24 ore – organizzata da Euroeconomie e dalla Fondazione Buozzi – è stata occasione di un buon e bel dibattito, tranne i miei iniziali problemi di collegamento…. poi superati, di cui mi scuso.

A. Nel suo libro, Buti critica la risposta data alla grande crisi finanziaria del 2028-2019 e la successiva crisi dei debiti sovrani. E considera nettamente migliore il modello SURE-NGEU ecc. adottato in risposta al Covid, con cui sono stati superati molti tabù: dall’austerità a tutti i costi a un debito comune garantito dal bilancio dell’Unione. Sostiene che le politiche europee devono soddisfare il “Test di compatibilità di Jean Monnet” ovvero ottemperare con scelte coerenti sul piano economico istituzionale e politico. Ne emerge una nuova bussola che aiuta a comprendere le strategie di politica economica dell’Unione e delinea nell’offerta di beni pubblici europei la chiave di volta per favorire la doppia transizione verde e digitale, combattere i rischio di stagflazione e aumentare il peso dell’Europa nella governance mondiale”. In una situazione di incertezza sistemica endemica – a suo avviso – i vincitori del nord (i paesi del nord durante la crisi finanziaria) non sono i vincitori, né di oggi né di domani. Questo dovrebbe permettere di avere un approccio assicurativo. Quando c’è tanta incertezza, ci si assicura mutualmente. Oggi ne beneficio io domani tu. Non è la solidarietà unilaterale (che la Germania aborre) intesa come flussi costanti del nord verso il sud, ma ci si -mutualmente – assicura. E il tema dei beni pubblici europei è il modo per assicurarsi mutualmente, e allungare l’orizzonte temporale.  In questo mondo, non ci sono altri modi per guardare al futuro: la risposta europea (a livello europeo) è la dimensione giusta.  Il nazionalismo è contro l’interesse nazionale.

 B. Il punto cruciale, anche poi del Manifesto L’unione europea al tempo della nuova “guerra fredda dell’ottobre2023 (di cui Buti è il principale autore insieme a Marcello Messori, Manifesto firmato da eminenti personalità – quali G. Amato, R. Prodi ,J.C.Juncker, E.Marcegaglia, M.J. Rodrigues, Sylvie Goulard ecc.) uniti solo per grandi linee – è la proposta di “una riforma di fondo del bilancio comunitario, basata sulla creazione di  una capacità fiscale centrale”  o  federale che “avendo carattere permanente o – almeno – ricorrente possa produrre Beni Pubblici Europei nell’ambito delle transizioni verde digitale e sociale” grazie a “credibili flussi di vere Risorse proprie” (nuove tasse) dell’Unione europea. E’ necessaria una nuova sintesi per un rinnovato contratto politico, sottolinea il Manifesto, che propone un federalismo graduale e progressivo che dovrebbe includere 7 elementi (capacità fiscale centrale, nuove regole fiscali per una convergenza economica e sociale, mercati finanziari europei integrati e spessi, una politica industriale, una rinnovata politica degli aiuti di stati che miri a non indebolire il mercato unico, una strategia comune per istruzione e formazione, una politica della UE per sicurezza e difesa incardinata nella NATO ma che abbia un’autonomia e visibilità sufficiente per reggere rinnovate tendenze isolazioniste da parte degli USA.

A livello geopolitico, il Manifesto precisa: se (affianco a USA e Cina) vi fosse “un terzo attore globale il sistema internazionale avrebbe un conformazione più stabile”. Auspica uno sforzo per creare le condizioni di un ritorno al multilateralismo, e per riconciliare l’agenda interna dell’UE con la propria agenda internazionale. Auspica una nuova relazione tra,UE e Africa. E – giustamente – non esclude un’Europa a più velocità.

C. Intanto una cosa è certa. Se si vuole andare verso un mondo che, in qualsiasi parte del globo, non dimentichi la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani – e dell’ambiente – serve più Europa. Il tema non è una cessione di sovranità, ma quando utile, la costituzione di una sovranità europea che oggi non c’è. Un approccio federale aggiornato deve declinare la divisibilità della sovranità non il suo trasferimento al solo livello federale. E di fatto – a livello europeo – è già nato un sistema di governo multilivello (perché ci stanno dentro  i livelli europeo e i livelli nazionali). Per anni, dalla fine della guerra fredda tra USA e Russia – e del mondo bipolare – il futuro del sistema internazionale è stato guardato secondo l’alternativa tra il permanere dell’unipolarismo a guida americana e la transizione verso un nuovo multipolarismo. Ma quale multipolarismo? USA Cina UE? E il Sud globale? E i BRICS? Mettere in cantiere anche una riforma dell’architettura finanziara (e del ruolo del dollaro)? Ad oggi, l’UE – regina della regolamentazione (e creatrice di standard che spesso diventano anche internazionali) – per volontà degli Stati membri non ha una politica estera comune (gli europei in quanto tali non sono nel Comitato di sicurezza delle Nazioni Unite) nè una vera difesa comune, né un’industria militare veramente europea che – dual use – contribuisca a sviluppo tecnologico e interconnessioni. E si è – tuttora – alla ricerca di un nuovo Ordine. Mai più di oggi è quindi importante che l’UE rifletta veramente sulla propria autonomia strategica (che di certo non riguarda solo la difesa) anche ( e innanzitutto?) per conservare la propria competitività. Il che significa essere in grado di difendere i propri interessi – e i propri valori – in Europa e nel resto del mondo. E visto che , per la difesa, i 27 spendono tutti insieme più della Cina c’è anche da chiedersi: come spendere meglio? Ciò detto, passo la parola al Video della Fondazione Buozzi sull’evento del 15 febbraio 2024 – organizzato da Euroeconomie e la Fondazione Buozzi – scusandomi dei miei iniziali problemi di collegamento. Non potendo tutto dire in 10-15 minuti – nel mio intervento – mi sono limitata a puntualizzare solo alcuni punti. Il video che segue permette, a chi è interessato, di riascoltare questo buon dibattito.

https://fb.watch/qgVj2-ZjQH

Cyrano de Bergerac e Pinocchio di Collodi a “Giu’la maschera” al Teatro Verdi di Salerno (16 febbraio 2024)

febbraio 17, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo,

Il 16 febbraio, nel foyer del Teatro Verdi di Salerno – nel corso del consueto e stimolante incontro “Giù la maschera” – il regista Arturo Cirillo e gli attori di Cyrano de Bergerac hanno parlato del loro spettacolo con pubblico e  stampa.  

L’incontro è stato condotto da Peppe Iannicelli.

L’accento è stato messo innanzitutto sulle contaminazioni riscontrabili nello spettacolo – in scena a Salerno fino al 17 febbraio –  in primis con il Pinocchio di Carlo Collodi. Al di là dell’ovvia presenza di un naso rilevante in Cyrano e in Pinocchio, molti personaggi di questo adattamento – di Arturo Cirillo – si chiamano come i protagonisti del romanzo di Collodi: la fatina, il grillo parlante, la lumachina, gli assassini… E il regista ha anche evidenziato che è stata una frase di Edmond Rostand (autore di Cyrano) –  in cui usa il termine fatina – a metterlo su questa strada.  

A questo punto – come è stato da me precisato in sala – si potrebbe ipotizzare che Rostand nel suo Cyrano (1897) sia stato a sua volta influenzato dal Pinocchio (1881-83) di Collodi. Rostand potrebbe avere incontrato lo scrittore toscano che conosceva bene il francese – e frequentava gli ambienti parigini – e potrebbe averne parlato con lui. Inoltre la storia di amore tra Cyrano e Rossana sembra evocare la storia di amore di Geppetto e la fata che –  nel film di Comencini su Pinocchio – è presente, in un quadro appeso ad una parete,  nella povera casa di Geppetto.

Il regista ha anche sottolineato come lui non abbia voluto fare un Cyrano guascone ma un Cyrano poeta e fondamentalmente insicuro.  Del resto la fragilità caratterizza molti personaggi del suo spettacolo. Solo due volte Cyrano/Cirillo si toglie il naso posticcio perché, solo in quei due momenti, Cyrano si mostra meno insicuro.

La pedana circolare presente sulla scena evoca il Circo. E l’invasione degli attori alla fine dello spettacolo – che non ha intervalli –  quando scendono in mezzo al pubblico vuole evocare il film Otto e mezzo di Federico Fellini.

Cyrano de Bergerac al Teatro Verdi di Salerno (15-17 febbraio 2024)

febbraio 13, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Il punto di partenza dello spettacolo in scena al teatro Verdi di Salerno è un musical, dal regista visto da ragazzino a Napoli.  “Il musical in questione – precisa Arturo Cirillo –   era il “Cyrano” tratto dalla celeberrima commedia di Rostand, a sua volta ispirata ad un personaggio storicamente vissuto, coetaneo del mio amato Molière.  Lo spettacolo che almeno trentacinque anni dopo porto in scena non è ovviamente la riproposizione di quel musical (con le musiche di Domenico Modugno) ma una continua contaminazione della vicenda di Cyrano di Bergerac, accentuandone più il lato poetico e visionario e meno quello di uomo di spada ed eroe della retorica, con delle rielaborazioni di quelle musiche, ma anche con elaborazioni di altre musiche, da Èdith Piaf a Fiorenzo Carpi. Un teatro canzone, o un modo per raccontare comunque la famosa e triste vicenda d’amore tra Cyrano, Rossana e Cristiano attraverso non solo le parole ma anche le note, che a volte fanno ancora di più smuovere i cuori”,

Per chi non la conoscesse questa la trama di questa bella commedia/tragedia.

Scrittore e poeta in bolletta – dall’irresistibile vitalità –  Cyrano de Bergerac è uno scontroso spadaccino dal lunghissimo naso, segretamente innammorato  di Rossana, che gli confida il proprio amore per il giovane e bello  cadetto, Cristiano de Neuvillette.   Tra Cyrano e Cristiano – l’uno bello senza talento l’altro talentuoso ma brutto – nasce un sincera amicizia. Cyrano prova ad insegnargli dolci schermaglie verbali che tanto sarebbero gradite alla bella Rossana, ma questi non ne risulta assolutamente capace.   Così – complice l’oscurità – Cyrano, inizialmente, si improvvisa come “suggeritore” dell’amico.  Poi spacciandosi per l’amico parla lui stesso.

Scoppiata una guerra,,Cristiano e Cyrano finiscono poi –  insieme – al fronte.  Cyrano tutti i giorni scrive una lettera per l’amata e tutte le notti attraversa le linee nemiche per farla recapitare. Questo Cristiano non lo sa.    Un giorno –  al campo dei cadetti – giunge di Rossana che, travolta dalla passione, ha sfidato ogni pericolo per rivedere il suo amato, a cui dichiara che l’amore così divinamente espresso in tutte quelle lettere le ha conquistato il cuore al punto da convincerla che è la forza di quella poesia che lei ama veramente e che quindi lo avrebbe amato anche se lui fosse stato brutto.

Cristiano – che quelle lettere non le ha scritte – capisce. Chiede a Cyrano di dire la verità. Sarà poi ferito. Sul punto di morte Cyrano – mentendo – gli dice di aver detto la verità a Rossana, che ha comunque scelto lui.

Rossana decide di ritirarsi in convento.  Ogni sabato – per anni – Cyrano le fa  visita.. Per la prima –– una sera, ferito perché caduto in una vile imboscata –  suo malgrado si tradisce. Invitato a leggere l’ultima lettera scritta come Cristiano, la dice a memoria . Rossana se ne avvede. E comincia a capire:  è Cyrano, che ha dato vita ai suoi sentimenti. Ma Cyrano muore.  Due sentimenti fondamentali come l’amore e l’amicizia trovano in questo dramma la loro estrema sublimazione sotto molteplici aspetti.

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Agenda geopolitica (Fondazione Ducci) e Silvana Paruolo

febbraio 8, 2024

Ad oggi, i miei contributi alla rivista Agenda Geopolitica – edita dalla Fondazione Ducci - hanno affrontato i temi seguenti: Politiche migratorie dell’Ue, la riforma del Patto di stabilità e crescita, la lotta ai cambiamenti climatici e la COP28, l’ UE e l’allargamento. Nel numero del gennaio 2024 c’è una mia recensione/saggio sull’ultimo libro di Maurizio Molinari – direttore del quotidiano la Repubblica –Mediterraneo conteso Perché l’Occidente e i suoi rivali ne hanno bisogno