Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Stagione lirica sinfonica e di balletto 2024 del Teatro Verdi di Salerno (conferenza stampa e spettacoli)

marzo 9, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo          

 Si alza il sipario sulla stagione lirica sinfonica e di balletto del Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno.  My fair lady, La Bohème, L’italiana in Algeri, Avvenne a Napoli, L’Elisir d’amore, Lo schiaccianoci e La traviata: questi i bei titoli del Cartellone della stagione 2024 – l’8 marzo 2024 –al Verdi presentato, nel corso di una Conferenza stampa coordinata da Peppe Iannicelli.

La stagione 2024– ha sottolineato il segretario artistico Antonio Marzullo (che ha tra l’altro ringraziato l’orchestra del Verdi, il coro, tutte le maestranze e uffici amministrativi) – nonostante le difficoltà economiche  è stupenda. La riduzione del numero degli spettacoli è compensata dalla varietà di quanto in programma. E (anche con biglietti a 5 euro) si sta tentando di coinvolgere sempre più giovani.  Il maestro Fulvio Artiano, Direttore del Conservatorio Martucci di Salerno ha sottolineato la rinnovata collaborazione del Conservatorio con il teatro Verdi – che in più spettacoli, ed eventi, consente orchestre con giovani musicisti.   Da parte sua il direttore artistico Daniel Oren ha precisato: “Nonostante la mutilazione economica subita siamo riusciti – compiendo un grande sforzo produttivo ed artistico e grazie al continuo e incessabile sostegno della Regione Campania e dell’Amministrazione del Comune di Salerno – a presentare una bella e ricca stagione Lirica, di Balletto e di Concerti 2024” (anche se due importanti spettacoli lirici sono stati messi in frigorifero, con la speranza di poterli tirare fuori il più presto possibile). Non manca la grande danza con Lo schiaccianoci. E ci sarà il musical My fair lady.  Consapevoli dell’eccellenza della musica lirica italiana – riconosciuta in tutto il mondo – si è deciso di mettere in scena opere di musicisti italiani, quali Puccini, Donizetti e Verdi.  Le opere di Verdi, seguendo una recente classifica internazionale, sono al primo posto delle opere più eseguite nel mondo, seguite da quelle di Mozart, Puccini, Rossini, Wagner e Donizetti. Vanno sostenute l’opera e le voci italiane. Ma nel programma non mancano anche artisti internazionali, affermati ed emergenti.

Vincenzo Napoli sindaco di Salerno ha ringraziato tutta la famiglia del teatro Verdi, Daniel Oren, e il governatore De Luca per la sua pressante attenzione. I fondi di coesione e sviluppo sono stati improvvidamente bloccati. Il governatore De Luca sta facendo – accompagnato dai sindaci della regione Campania –  una battaglia per il loro immediato sblocco.

Da parte sua, De Luca – in una Nota diffusa del Servizio Stampa – sottolinea: “Il direttore artistico Daniel Oren   ha preparato un cartellone di altissimo livello in un felice connubio tra titoli di grande tradizione e opere meno rappresentate ed una preziosa contaminazione di generi e stili espressivi. Crescono musicisti, cantanti, addetti ai lavori in gran parte di origine campana ormai capaci di cooperare con i grandi interpreti internazionali. Ancora una volta il Verdi di Salerno si conferma il teatro della grande musica e del belcanto. (…) La Regione Campania, nonostante le difficoltà ben note, continua a sostenere questa programmazione di alta qualità che s’inserisce nel più ampio contesto delle proposte artistiche e culturali della nostra terra ricca di passione e creatività. Investiamo sulla Bellezza creando lavoro ed attrazione e valorizzando i talenti giovani che possono esprimere la loro passione migliorando la vita della nostra comunità”.

QUESTI GLI SPETTACOLI IN CARTELLONE (sulla base di materiale informativo di Daniel Oren)

13 e 14 aprile 2024   – Il musical My fair lady. Questa celebre favola romantica di Lerner & Loewe’s sbarca a Salerno vestita di fascino – e di nuovo – con Serena Autieri protagonista. Le sue canzoni, diamanti incastonati nella storia della musica, faranno viaggiare in un sogno senza tempo.  Le sue tematiche (il riscatto sociale, il diritto di amare, il superamento di ogni tipo di barriere) al divertimento aggiungeranno riflessioni che da vicino riguardano noi tutti.

26-28 aprile 2024 –   La Bohème –  opera lirica di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ispirato al romanzo di Henri Murger –  con regia di Plamen Kartaloff . Il Coro sarà preparato dal Maestro Francesco Aliberti.  La direzione di Orchestra e Coro sarà sotto la direzione di Daniel Oren. In scena un cast stellare: il tenore Giovanni Sala, il baritono Mario Cassi, il soprano Mariangela Sicilia

17-19 maggio 2024 – L’italiana in Algeri  dramma giocoso in due atti di Gioacchino Rossini – su libretto di Angelo Anelli – appartenente al genere dell’opera buffa. La direzione sarà di Gaetano Lo Coco, una giovane promessa.  La regia sarà a cura di Sarah Schinasi.  In scena si alterneranno – tra le più belle e richieste voci del panorama internazionale: Juan De Dios Mateos, Carlo Lepore, Marco Filippo Romano, Mariam Battistelli, Elmina Hasan.

27-29 maggio 2024 – “Avvenne a Napoli – Passione per voce e piano”: un concerto sospeso tra la migliore tradizione e innovazione italiana.  Eduardo De Crescenzo interpreta – per la prima volta – la Canzone Classica Napoletana tra il 1800 e il 1950.  Lo spettacolo racconta alle nuove generazioni un miracolo che avvenne a Napoli, quando grandi musicisti e grandi poeti intrecciando i loro talenti inventarono la “forma canzone” così come la pratichiamo ancora oggi.  Questo magico viaggio è accompagnato dal  pianoforte – talentuoso e internazionale – di Julian Oliver Mazzariello.

8-10 novembre –  L’elisir d’amore: su libretto di Felice Romani, primo capolavoro buffo di Gaetano Donizetti, in cui si definisce un suo proprio stile rispetto al dominante modello rossiniano. Sul podio a dirigere l’orchestra ci sarà Jacopo Sipari di Pescasseroli. La regia è a firma di Riccardo Canessa.  Per le recite, i solisti saranno selezionati – tramite audizioni con il dipartimento di Canto del Conservatorio – tra gli allievi del Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno. In scena Orchestra e Coro del Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno.

7-8 dicembre –: Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij un balletto dell’800 che continua a affascinare il pubblico di ogni età.  Petipa decidendo di adattare la storia per il libretto utilizzando come base anche Il Racconto dello Schiaccianoci di Alexandre Dumas ha stemperato gli elementi più inquietanti del racconto, rendendo il tutto una deliziosa favola, e uno spettacolo di grande incanto. Elaborato un libretto in cui la vicenda rimaneva in secondo piano rispetto all’atmosfera fiabesca del Natale (nella quale esaltare i sentimenti d’amore e gioia nostalgica) – per completare il progetto – Petipa si rivolse a Petr Ilic Cajkovskij.  Étoile ospiti nello spettacolo di Salerno: Marta Petkova e Emil Yordanov. In scena il Corpo di Ballo del Teatro Nazionale di Sofia.

26-28 dicembre 2024: La Traviata, con cui Verdi compie una scelta innovatrice rispetto al panorama classico del melodramma italiano.  Dopo il buffone di corte appassionato (Rigoletto) e la zingara assassina (Il trovatore) delle prime due opere della “trilogia popolare”, Verdi decide di mettere in scena un dramma ispirato ad un fatto realmente accaduto a Parigi (descritto nella ,”Dame aux camèlias” di Alexandre Dumas figlio) – che ha come protagonista una prostituta.  Dal podio Francesco Ivan Ciampa dirigerà l’Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi”; alla regia il raffinato Giandomenico Vaccari.  In scena Irina Lungu , Valentyn Dityuk, Simone Piazzola.

https://www.facebook.com/share/r/b5CLhorThTAFZd96

https://www.facebook.com/share/p/ktEM4tED6UuioLKc

https://www.facebook.com/share/v/XmoKfeHtcTcXPsNY

“La pelle del tempo”: bella mostra di Danilo Quintarelli al Museo Carlo Bilotti -Aranciera di Villa Borghese (Roma, 7 marzo-21 aprile 2024)

marzo 7, 2024

Dal 7 marzo al 21 aprile 2024, lo splendido Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese ospita “La pelle del tempo”: una bella – ed intrigante – mostra di Danilo Quintarelli, a cura di Andrea Guastella.   Con dei dipinti che ricalcano le sovrapposizioni delle superfici murarie (la “pelle” della struttura architettonica) – e un video (realizzato col videoartista Andrea Maioli sulla base di alcune foto di Quintarelli) – la Mostra ripercorre le numerose trasformazioni subite dal palazzo dell’Aranciera di Villa Borghese (sede del Museo Carlo Bilotti) nel corso dei secoli.

Da un lato, la pelle è una frontiera che ci protegge; dall’altro, ricoprendosi di rughe, fa le veci della coscienza; ci costringe a percepirci per quello che siamo: creature fragili, limitate, contingenti.  Sia come sia, il rapporto col mondo è quindi una questione di pelle. Da qui la decisione di Danilo Quintarelli, di concentrarsi – più che sulle strutture imponenti – sulle stratificazioni di intonaco dei dei muri: sono proprio queste ultime La pelle del tempo, la memoria concreta dell’edificio, dai fasti del passato alle macerie della guerra.  

 L’artista è stato ispirato in particolare dai sotterranei dell’edificio, polverosi, ruvidi, graffiati. La dominante rossa rimanda a sangue rappreso.  Sotterranei e colori sovrapposti sono altrettanti, inviti a uno scavo fisico e interiore che, nel video, diventa ariosa proiezione nel futuro: lo spazio si converte in tempo.

“La pelle – come ha scritto David Le Breton – incarna la persona, distinguendola dagli altri. La sua consistenza, il colore, le cicatrici e le sue peculiarità (come i nei, ad esempio) disegnano un paesaggio unico”.  E tale paesaggio – come (nella mostra) testimoniato dal video – cambia con il tempo. Come sosteneva Didi-Hubermann, per guadagnare un ‘corpo’, l’arte “dovrà fregiarsi ‘della virtù interstiziale della pelle’.  Dovrà celare, nell’abisso dell’Informe, la levità dell’Assoluto”. 

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Associazione Aurea Phoenix APS.
Supporto organizzativo e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il catalogo della mostra, edito da Aurea Phoenix Edizioni con testi di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, Andrea Guastella e Danilo Quintarelli, verrà pubblicato a conclusione dell’esposizione.

https://www.facebook.com/share/p/t9QJEM87SMNmM6La

La Pelle del tempo: bella mostra al Museo Bilotti (Roma 7 marzo – aprile 2024)

marzo 6, 2024

Quasi mio marito al teatro de’ Servi (12-17 marzo 2024)

marzo 6, 2024

Scritta e interpretata da Giancarlo Fares e Sara Valerio – con regia di Nicola Pistoia – QUASI MIO MARITO è una commedia esilarante.

 In un piccolo appartamento convive una giovane coppia alle prese con una domenica diversa dalle altre: è il giorno del matrimonio della sorella di Martina. Dopo aver superato dubbi e ostacoli (scarpe, vestito, trucco, calcolo del percorso da seguire, messa a punto dell’automobile)  sono finalmente pronti. Ma… quando giunge l’ora…non riescono ad uscire di casa. In un crescendo di risate  parte un confronto/scontro sugli argomenti più diversi , per arrivare a riflettere anche sull’importanza del matrimonio e dell’amore.


 

 

Il nuovo numero di Calibano (rivista dell’Opera di Roma) è dedicato al proibito.

marzo 6, 2024

In occasione della messa in scena della Salome di Richard Strauss (regia di Barrie)esce un nuovo numero di “Calibano” – la rivista di attualità culturale del Teatro dell’Opera di Roma edita da effequ – dedicato alla figura biblica di Salomè (seducente principessa di Giudea, e e nota femme fatale) al tema del proibito. Come sempre, una selezione di saggi tratti da “Calibano” è disponibile gratuitamente (sia in italiano sia in inglese) sul sito del teatro, a questo link. Il volume – diretto da Paolo Cairoli, e illustrato daEmilia Trevisani (attraverso software di intelligenza artificiale) – sarà in vendita allo shop del Teatro già dal 7 marzo, nelle librerie e sul sito di effequ dal 21 marzo 2024 .

Ad aprire il volume un contributo di Dominic Pettman su erotismo, libido e sessualità al tempo di internet, degli smartphone e dei social.  Segue Andrea Peghinelli con un saggio su Oscar Wilde. Emanuele Senici fa un’analisi sulla rappresentazione dell’eros nell’opera. Chiara Adorisio si sofferma sui movimenti eretici nella storia delle religioni, Vera Gheno racconta di parole proibite. Rossano Baronciani riflette sulla sensibilizzazione storica dell’immagine fotografica in rapporto alla morte. Claudio Strinatisi sofferma su scandalo e  censura nell’arte.  Gli aspetti del conturbante e della trasgressione legata al corpo vengono affrontati -in un articolo su moda e tabù – da Fabiana Giacomotti e, ancora, in quello di Alberto Piccinini sugli scandali del nudo nel cinema italiano – da Anita Ekberg ad Aiché Nana – degli anni Cinquanta; fino ad arrivare a un saggio di Sergio Trombetta sull’esclusione dei corpi non conformi dalla danza.

Come sempre, su “Calibano” trovano spazio anche un racconto inedito – questa volta a firma di Carmen Barbieri – e una rubrica musicologica sul proibito nell’opera a cura di Giuliano Danieli.

UE etica delle imprese e catene di fornitura: a che punto siamo?

marzo 6, 2024

Ue etica delle imprese e catene di fornitura: a che punto siamo? Su questa problematica mi sono soffermata nella conversazione con Alessandro Mauriello- pubblicata da Euroeconomie – qui di seguito leggibile:

https://www.euroeconomie.it/it/blog-detail/post/224395/direttiva-crsd-la-necessit-di-insistere-per-un-sistema-produttivo-ue-allineato-ai-modelli-virtuosi-di-sviluppo-sostenibile?fbclid=IwAR35hkgS5cAsf3U9Jqz85FLiX34zoEVOj_XqUz238UWsRmSHaL66ghWXPLQ

Buona lettura!

Giu’la maschera (primo marzo 2024) al Teatro Verdi Di Salerno: dialogo con gli attori di Magnifica presenza

marzo 2, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Primo marzo 2024: nel corso del consueto appuntamento post-spettacolo – Giù la maschera – al Teatro Verdi di Salerno  gli attori di “Magnifica Presenza” hanno incontrato stampa e pubblico e, parlato delle loro interpretazioni (e personaggi). Sulla scena – ha sottolineato Il giovane protagonista Federico Cesari – “lui è un personaggio non risolto. Il contatto con la solitudine degli attori spettri lo aiuta a risolversi”. “Interpretando la cugina – ha precisato Tosca D’aquino – lei ha interpretato una donna completamente pazza – e sopra le righe –  ruolo molto diverso da come lei è nella vita reale”.

” Magnifica Presenza”  è uno spettacolo teatrale, adattamento della precedente (versione e) pellicola cinematografica.

Si è – quindi – davanti a due linguaggi diversi.   Nel loro spettacolo – hanno sottolineato gli attori – sono cambiate molte cose rispetto al film.  Gli spettri sono diversi e di numero inferiore (5 e non 8). Ed è diverso il rapporto tra spettri e protagonista. Restano invece costanti i temi da sempre privilegiati dall’autore regista: quali la complessità delle relazioni e delle identità, l’inclusività…   

 Alla domanda di Peppe Iannicelli su cosa significa fare uno spettacolo in cui gli attori non si confrontano con un classico ma con la contemporaneità dell’autore – che in questo caso è anche il regista (Ozpetek) – gli attori hanno risposto che è stato bello e molto interessante seguire la “visione” dell’autore.   A conclusione, Serra Yilmaz (da sempre presente nella cinematografia e adesso negli adattamenti teatrali di Ozpetek) si è soffermata su Istanbul, sua città natale che – ad ogni ritorno –  ritrova diversa da come era, e soprattutto sempre più cementificata!  

Per saperne di più, si rinvia a: https://appuntamentieuropei.wordpress.com/2024/02/24/magnifica-presenza-al-teatro-verdi-di-salerno-29-febbraio-2-marzo-2024/

https://www.facebook.com/share/p/WztcpxSBAawq8yqy

UE: catene di fornitura e etica delle imprese

febbraio 27, 2024

Italia e Germania hanno bloccato un accordo sulla proposta di Direttiva UE in materia. Non c’e’ da esultare. Ci sarebbe/c’e’ invece da lavorare per portare anche i paesi del Sud globale, dei BRICS, ecc. sulla buona strada del rispetto dei diritti umani – del diritto del lavoro – e dell’ambiente. Stesse regole multilaterali per tutti, e il loro rispetto, sono (sarebbero?) necessarie ed utili, per un mondo migliore, che alle guerre preferisca una sana e civile convivenza basata su una concorrenza leale, su un commercio libero ma anche equo, sul rispetto reciproco -e degli altri – e non su soprusi di ogni tipo. Come ho già sottolineato nei miei libri ( e in quello del 2021) l’economia non è solo un luogo di di scambi commerciali E’ anche il luogo della produzione. ragion per cui conta anche il come si produce.

https://www.facebook.com/share/p/gaYanmnDUtp74JzF

Magnifica Presenza al Teatro Verdi di Salerno (29 febbraio-2 marzo 2024)

febbraio 24, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Dopo il successo di Mine vaganti, Ferzan Ozpetek torna in teatro con un nuovo adattamento scenico di un suo successo cinematografico – Magnifica presenza del 2012 – commedia la cui trama oscilla tra l’onirico e il reale.

Federico Cesari (che ha debuttato giovanissimo ne I Cesaroni ed è conosciuto soprattutto per le serie Netflix Tutto chiede salvezza e Skam) intepreta il protagonista: Pietro. un ragazzo originario dei Castelli Romani, che si trasferisce nella capitale per recitare.  

 Nella  casa della cugina – che lo ospita – conviverà con dei teatranti-spettri (che vengono dal passato e con i quali instaura un confidenziale rapporto di amicizia) che vede solo lui…

Monnet aveva ragione? Costruire l’Europa in crisi -Presentazione del libro di Marco Buti e di un recente Manifesto firmato da eminenti personalità

febbraio 17, 2024

In vista elle elezioni politiche europee del giugno 2024, è ora di parlare di Europa. Altrimenti le prossime elezioni – di europeo – avranno solo il nome. Ci sarà da decidere se procedere verso la creazione di una vera Federazione europea o se optare per sterili sovranismi. La presentazione del libro di Marco Buti Monnet aveva ragione? Costruire l’Europa in crisi , e del Manifesto L’Unione europea al tempo della nuova guerra fredda pubblicato nell’ottobre 2023 da Il sole 24 ore – organizzata da Euroeconomie e dalla Fondazione Buozzi – è stata occasione di un buon e bel dibattito, tranne i miei iniziali problemi di collegamento…. poi superati, di cui mi scuso.

A. Nel suo libro, Buti critica la risposta data alla grande crisi finanziaria del 2028-2019 e la successiva crisi dei debiti sovrani. E considera nettamente migliore il modello SURE-NGEU ecc. adottato in risposta al Covid, con cui sono stati superati molti tabù: dall’austerità a tutti i costi a un debito comune garantito dal bilancio dell’Unione. Sostiene che le politiche europee devono soddisfare il “Test di compatibilità di Jean Monnet” ovvero ottemperare con scelte coerenti sul piano economico istituzionale e politico. Ne emerge una nuova bussola che aiuta a comprendere le strategie di politica economica dell’Unione e delinea nell’offerta di beni pubblici europei la chiave di volta per favorire la doppia transizione verde e digitale, combattere i rischio di stagflazione e aumentare il peso dell’Europa nella governance mondiale”. In una situazione di incertezza sistemica endemica – a suo avviso – i vincitori del nord (i paesi del nord durante la crisi finanziaria) non sono i vincitori, né di oggi né di domani. Questo dovrebbe permettere di avere un approccio assicurativo. Quando c’è tanta incertezza, ci si assicura mutualmente. Oggi ne beneficio io domani tu. Non è la solidarietà unilaterale (che la Germania aborre) intesa come flussi costanti del nord verso il sud, ma ci si -mutualmente – assicura. E il tema dei beni pubblici europei è il modo per assicurarsi mutualmente, e allungare l’orizzonte temporale.  In questo mondo, non ci sono altri modi per guardare al futuro: la risposta europea (a livello europeo) è la dimensione giusta.  Il nazionalismo è contro l’interesse nazionale.

 B. Il punto cruciale, anche poi del Manifesto L’unione europea al tempo della nuova “guerra fredda dell’ottobre2023 (di cui Buti è il principale autore insieme a Marcello Messori, Manifesto firmato da eminenti personalità – quali G. Amato, R. Prodi ,J.C.Juncker, E.Marcegaglia, M.J. Rodrigues, Sylvie Goulard ecc.) uniti solo per grandi linee – è la proposta di “una riforma di fondo del bilancio comunitario, basata sulla creazione di  una capacità fiscale centrale”  o  federale che “avendo carattere permanente o – almeno – ricorrente possa produrre Beni Pubblici Europei nell’ambito delle transizioni verde digitale e sociale” grazie a “credibili flussi di vere Risorse proprie” (nuove tasse) dell’Unione europea. E’ necessaria una nuova sintesi per un rinnovato contratto politico, sottolinea il Manifesto, che propone un federalismo graduale e progressivo che dovrebbe includere 7 elementi (capacità fiscale centrale, nuove regole fiscali per una convergenza economica e sociale, mercati finanziari europei integrati e spessi, una politica industriale, una rinnovata politica degli aiuti di stati che miri a non indebolire il mercato unico, una strategia comune per istruzione e formazione, una politica della UE per sicurezza e difesa incardinata nella NATO ma che abbia un’autonomia e visibilità sufficiente per reggere rinnovate tendenze isolazioniste da parte degli USA.

A livello geopolitico, il Manifesto precisa: se (affianco a USA e Cina) vi fosse “un terzo attore globale il sistema internazionale avrebbe un conformazione più stabile”. Auspica uno sforzo per creare le condizioni di un ritorno al multilateralismo, e per riconciliare l’agenda interna dell’UE con la propria agenda internazionale. Auspica una nuova relazione tra,UE e Africa. E – giustamente – non esclude un’Europa a più velocità.

C. Intanto una cosa è certa. Se si vuole andare verso un mondo che, in qualsiasi parte del globo, non dimentichi la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani – e dell’ambiente – serve più Europa. Il tema non è una cessione di sovranità, ma quando utile, la costituzione di una sovranità europea che oggi non c’è. Un approccio federale aggiornato deve declinare la divisibilità della sovranità non il suo trasferimento al solo livello federale. E di fatto – a livello europeo – è già nato un sistema di governo multilivello (perché ci stanno dentro  i livelli europeo e i livelli nazionali). Per anni, dalla fine della guerra fredda tra USA e Russia – e del mondo bipolare – il futuro del sistema internazionale è stato guardato secondo l’alternativa tra il permanere dell’unipolarismo a guida americana e la transizione verso un nuovo multipolarismo. Ma quale multipolarismo? USA Cina UE? E il Sud globale? E i BRICS? Mettere in cantiere anche una riforma dell’architettura finanziara (e del ruolo del dollaro)? Ad oggi, l’UE – regina della regolamentazione (e creatrice di standard che spesso diventano anche internazionali) – per volontà degli Stati membri non ha una politica estera comune (gli europei in quanto tali non sono nel Comitato di sicurezza delle Nazioni Unite) nè una vera difesa comune, né un’industria militare veramente europea che – dual use – contribuisca a sviluppo tecnologico e interconnessioni. E si è – tuttora – alla ricerca di un nuovo Ordine. Mai più di oggi è quindi importante che l’UE rifletta veramente sulla propria autonomia strategica (che di certo non riguarda solo la difesa) anche ( e innanzitutto?) per conservare la propria competitività. Il che significa essere in grado di difendere i propri interessi – e i propri valori – in Europa e nel resto del mondo. E visto che , per la difesa, i 27 spendono tutti insieme più della Cina c’è anche da chiedersi: come spendere meglio? Ciò detto, passo la parola al Video della Fondazione Buozzi sull’evento del 15 febbraio 2024 – organizzato da Euroeconomie e la Fondazione Buozzi – scusandomi dei miei iniziali problemi di collegamento. Non potendo tutto dire in 10-15 minuti – nel mio intervento – mi sono limitata a puntualizzare solo alcuni punti. Il video che segue permette, a chi è interessato, di riascoltare questo buon dibattito.

https://fb.watch/qgVj2-ZjQH