Archive for the ‘Uncategorized’ Category

NUDA al Teatro Verdi (Salerno, 19 gennaio -21 gennaio)

gennaio 19, 2023

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

19 gennaio -21 gennaio 2023: al Teatro municipale “Giuseppe Verdi “di Salerno sarà in scena NUDA, uno spettacolo luminoso ed acrobatico, nello stile inconfondibile di Daniele Finzi Pasca, autore di un omonimo romanzo e (tra l’altro) di alcuni spettacoli del Cirque du Soleil.    

Due gemelle si toccano, si sfiorano, si calpestano, e si riscoprono in un abbraccio gioioso e libero.

Cinque straordinari artisti interpretano un gioco acrobatico e teatrale, vero vortice di emozioni – scandite da un potente universo sonoro, luci e acrobazie – in cui profondità e abissi sono in continuo dialogo con un mondo leggero e luminoso.  Interpretano uno spettacolo, magico e surreale, in cui si sposano, in assoluta armonia, potenza teatrale e una narrazione poetica dal sapore onirico, teatro fisico e danza aerea.

BUON NATALE E BUON 2023

dicembre 18, 2022

I nostri migliori auguri a tutte le persone che ci seguono, e che ci leggono

SILVANA PARUOLO e ELENA PARUOLO

ASTOR al teatro Quirino (Roma, 19-25 dicembre 2022)

dicembre 16, 2022

La Compagnia del Balletto di Roma nel 2021 ha iniziato il suo viaggio nell’affascinante mondo del tango, in occasione del centenario della nascita di Piazzolla (1921).  Astor Pantaleon Piazzolla è un compositore – suonatore di bandoneon e arrangiatore argentino – che ha rivoluzionato il tango, e creando un nuovo stile chiamato nuevo tango: incorporando elementi del jazz e della musica classica, e utilizzando anche strumenti tipici del blues e del rock (come la chitarra elettrica, l’organo hammond, i sintetizzatori elettronici).

In questa nuova produzione, le musiche di Piazzolla (arrangiate da Luca Salvadori ed eseguite dal vivo dal bandoneón di Mario Stefano) emergono come vere protagoniste di una nuova armonia artistica danzata.

Valerio Longo, in scena, porta otto danzatori in un viaggio trasformativo in cui respiri, abbracci e fusioni sono al centro di azioni coreografiche intense, astratte e fuse.  A curare tutti gli elementi compositivi di quest’opera/concerto è la maestria di Carlos Branca, regista argentino.

Lo spettacolo prova a raccontare l’idea del viaggio, dell’esilio e del ritorno come una delle anime profonde della musica di Piazzolla.  

Il ricorrente suono del mare – anzi dell’oceano – prova a evocare le traversate piene di sogni e di speranze di tanti emigranti (come gli antenati di Astor) partiti nell’Ottocento dall’Italia per cercare fortuna nel Nuovo Mondo, ma anche i molti viaggi dello stesso Piazzolla tra le Americhe e l’Europa.

Il suono più importante resta quello del bandoneon, suonato magistralmente dal vivo da Mario Stefano Pietrodarchi.

E poiché la biografia di Pezzolla è scandita da precise tappe musicali, in un concerto di danza a lui dedicato, è stato inevitabile ripercorrere questo cammino, per raccontarlo. Così è nata una vera e propria colonna sonora, fatta principalmente dalle sue musiche indimenticabili, ma anche da altre, che lo hanno accompagnato e a volte influenzato:

  •  un celebre brano per organo di Bach (la toccata ‘dorica’ BWV 538)
  •  un celebre brano di Glenn Miller che riporta ai suoi anni difficili a New York,  in cui   
  •  Piazzolla incontra e conosce la straordinaria cultura afroamericana del jazz
  •  la celeberrima Volver di Gardel che  ricorda le sue prime esperienze musicali

La voce di Jorge Luis Borges ci ricorda la collaborazione tra il più grande scrittore argentino e Piazzolla, e il loro legame complesso e innovativo con la tradizione del Tango. Poco prima della fine di questo viaggio, fanno irruzione anche diversi suoni emblematici (ad esempio il ticchettare di un orologio) fanno irruzione).

Edipo re. Una favola nera al Teatro Parioli (14-18 dicembre 2022)

dicembre 14, 2022

La tragedia di Sofocle narra come Edipo, re carismatico e amato dal suo popolo, nel breve volgere di un solo giorno venga a conoscere l’orrenda verità sul suo passato: senza saperlo ha infatti ucciso il proprio padre per poi generare figli con la propria madre. Sconvolto da queste rivelazioni, Edipo reagisce accecandosi, e non solo…

In EDIPO RE. UNA FAVOLA NERA, in scena al teatro Parioli, quattro interpreti – Ferdinando Bruni e tre attori ‘under 35’ di grande talento –  danno corpo e voce a tutti i personaggi di questo mito, e viaggio, visionario e musicale. 

Ferdinando Bruni e Francesco Frongia (autori e registi) reinventano il rito della tragedia, usando maschere e costumi – essi stessi presenze scenografiche – e con un cast tutto maschile che avvicina il racconto a una dimensione onirica.     «La vicenda – sottolinea la regia –  ha l’andamento di una favola, con tanto di principe/bambino (abbandonato sui monti da un pastore che aveva ricevuto l’ordine di farlo morire), con l’uccisione di un mostro da parte del bambino – diventato nel frattempo impavido cavaliere – con il premio di una bella regina in sposa e di una corona di re. Come il “vissero felici e contenti” si ribalti in catastrofe è cosa piuttosto nota ed è fonte di ispirazione per innumerevoli variazioni che, dal capolavoro di Sofocle, arrivano fino al secolo appena concluso, passando per Seneca, Dryden e Lee, Thomas Mann, Hoffmansthal, Cocteau, Berkoff. Ed è quello che vogliamo raccontare nel nostro spettacolo, coniugando la tragedia con la fiaba”.

Una fiaba nera, intendiamoci!

Furore al teatro Argentina (Roma, 6-18 dicembre 2022)

dicembre 9, 2022

Con la sua maestria interpretativa e sapienza registica, Massimo Popolizio torna sul palco del teatro Argentina  con Furore, capolavoro di John Steinbeck al teatro adattato da Emanuele Trevi: un affresco epico della Grande Depressione del ’29 che racconta lo straziante esodo (dalle regioni centrali degli Stati Uniti) dei braccianti, costretti a lasciare le proprie terre e attraversare la Route 66 (con  un viaggio di sfinimento, sopraffazione, paura e speranze verso la terra sognata della California) perché colpiti dalla crisi, e in fuga dalle tempeste di sabbia e dalla conseguente siccità che rendeva sterili le terre coltivate a cotone.

MassimoPopoliziano riesce a dar vita – solo parlando (anche se con l’aiuto di toccanti foto e video, e del suo bravissimo musicista) – a tantissimi uomini donne e bambini, che all’improvviso si sono ritrovati senza un passato e senza un futuro, e sempre piu’poveri, ed emarginati. Popolizio da’loro voce, e vita, rievocando anche altri americani, insensibili e malvagi…

Ne nasce uno spettacolo epico e poetico, oltre che di denuncia: commovente e forte!

Per certi aspetti, una ballata blues, amplificata dalle suggestioni sonore di Giovanni Lo Cascio e dalle immagini delle fotografie di Dorothea Lange e Walker Evans.

“Più che a una «riduzione – sottolinea Emanuele Trevi –  riteniamo che un progetto drammaturgico su Furore debba tendere a esaltare le infinite risorse poetiche del metodo narrativo di Steinbeck, rendendole ancora più evidenti ed efficaci.  Durante la lettura, Massimo Popolizio darà vita a un one man show epico e lirico, realista e visionario, sempre sorprendente per la sua dolorosa, urgente attualità. Il controcanto è affidato al caleidoscopio di suoni realizzati dal vivo dal percussionista Giovanni Lo Cascio».

Attorno a Furore il Teatro di Roma ha costruito anche un ricco programma di iniziative culturali: una Mostra fotografica, un’appuntamento alla Nuvola (Dal libro al teatro), un Talk pubblico (Dall’America con “Furore”. Migrazioni climatiche dal 1930 a oggi) e Laboratori di lettura ad alta voce nelle scuole.

Ifigenia in Aulide al teatro Arcobaleno (Roma 9-18 dicembre 2022)

dicembre 9, 2022

Al Teatro Arcobaleno (il cui direttore artistico è Vincenzo Zingaro) – Centro Stabile del Classico riconosciuto dal Ministero della Cultura – è in scena Euripide: la sua tragedia “Ifigenia in Aulide”, nella versione italiana di Fabrizio Sinisi, con regia di Alessandro Machìa, con un interprete d’eccezione quale Andrea Tidona, e con Alessandra Fallucchi, Carolina Vecchia, Roberto Turchetta.

Rappresentata postuma nel 399 a.C. – in un periodo di profonda crisi della pòlis greca (di lì a poco ci sarebbe stata la disfatta di Atene contro Sparta e la fine di un modello democratico) – IFIGENIA IN AULIDE è l’ultima tragedia di Euripide. Gli dèi di fatto non vi sono più.  Dominano il discorso del potere, “umani troppo umani” e inadeguati al mito, ambizione e doppiezza, il privato al di sotto del mascheramento della parola pubblica.

Agamennone è costretto dalla necessità verso cui lo spingono gli eventi a sacrificare Ifigenia.  L’abbassamento di tutti i personaggi è funzionale all’innalzamento della giovane Ifigenia che decide di sacrificarsi.

E poco importa se la giovane si salva all’ultimo istante!

Spettri al teatro Quirino (Roma, 13-18 dicembre 2022)

dicembre 9, 2022

Spettri rappresenta uno dei drammi più significativi di Henrik Ibsen. E viene spesso considerato l’altra faccia di Casa di bambola: la signora Alving – incapace di fuggire e custode delle falsità della vita borghese – tenta di riscattare il passato con un asilo. Ma questo va a fuoco, perché gli “spettri” del passato riemergono continuamente.

Questa nuova versione del capolavoro norvegese – adattata da Fausto Paravidino, diretta da Rimas Tuminas e interpretata da Andrea Jonasson – si svolge in uno spazio onirico, grazie a un continuo passaggio tra passato e presente, in cui personaggi reali e fantasmi si fondono come in un sogno.

“La verità è la cosa più difficile da rivelare – sottolinea il regista Rimas Tuminas –  e in questa produzione è ben rappresentato non solo il disvelamento di segreti familiari, ma anche l’esternazione dei fantasmi che si nascondono e vivono dentro tutti noi. Questo spettacolo è una storia di liberazione dai fantasmi che ci inseguono. Le illusioni collassano e crudeli verità vengono rivelate. Con la signora Alving siamo di fronte ad una donna che agisce con coraggio”.

Questa la trama.  Helene Alving, ricca vedova, rievoca col Pastore Manders la vera e nefanda personalità del marito: da cui era fuggita tra le braccia del pastore che amava, ma questi l’aveva respinta. Osvald Alving che –a Parigi – ha scoperto di essere destinato alla follia, apprende dalla madre di aver ereditato la sifilide dalle dissolutezze del padre; e che Regine, la giovane cameriera della quale è innamorato, in quanto frutto di una relazione del padre, è sua sorellastra. Il falegname Engstrand (che incarna il male) vuole aprire un bordello contrabbandato per iniziativa meritoria. Regine – scoperta la verità – abbandona Osvald e accetta di andare nel bordello del patrigno. Osvald viene definitivamente travolto dalla follia.

La deludente COP27 del 2022

novembre 25, 2022

Giocattoli animati: infanzia e letteratura – Convegno internazionale presso Università europea di Roma (5 dicembre 2022) e Alice all’Università di Napoli

novembre 24, 2022

A Roma, presso l’Università europea sè in arrivo un bel Convegno internazionale – organizzato dalla profssa Elena Paruolo e dalla Dottssa Claudia Camici – che permetterà una interessante immersione nel mondo magico della letteratura per l’infanzia.

Qui di seguito il suo Programma:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid08HhRq9SEaryD8k516sRcAys3nUSNtFeB2CuDNysRQRwgxT6S5Yvq29XcbzuDctPal&id=1141940195

Qualche giorno prima la profssa Elena Paruolo fara’ una Comunicazione – anche a Napoli -presso l’Universita’ Suor Orsola Benincasa in un interessante Convegno internazionale su Alice.

Qui di seguito il suo Programna:

Buona partecipazione e buon ascolto a chi dovesse essere interessato a seguirli!

Il berretto a sonagli, al teatro Quirino (Roma) 8-20 novembre 2022

novembre 7, 2022

Al Quirino – con regia di Gabriele Lavia –  torna in scena l’intramontabile “Berretto a sonagli”.

Questa la trama del testo pirandelliano. Ciampa, scrivano del cavaliere Fiorica – tradito dalla moglie –  tollera la situazione pur di salvare il suo pupo e la faccia. A suo avviso, portiamo tutti sulla fronte tre corde come d’orologio, e cioè, “la seria, la civile, la pazza. Sopra tutto, dovendo vivere in società, ci serve la civile”.   Invece, Beatrice, moglie del cavaliere, fa esplodere uno scandalo.  Ma tutta la famiglia le va contro (la madre, il fratello, la serva) al punto che alla fine si fa ricoverare in manicomio -fingendosi matta – per essersi comportata da pazza / e ricostruire l”ordine da lei rotto..  Ha bollato con un marchio d’infamia tre persone, uno, d’adulterio; un’altra, di sgualdrina; e Ciampa, di becco (tutti oramai sanno che porta il berretto a sonagli, da pagliaccio).

 “Il Berretto a Sonagli – sottolinea quindi Gabriele Lavia – è una tragedia della mente. Pirandello mette sulla scena uno di quegli uomini invisibili trattato come se fosse niente, dissolto nel “nulla” del mondo. E sul nostro palcoscenico, “come trovati per caso”: un vecchio fondale “come fosse abbandonato” e pochi elementi, “come relitti” di un salottino borghese, e “per bene”, dove viene rappresentato un banale “pezzetto” di vita di una “famiglia perbene” o di una “famigliaccia per bene” che fa i conti con l’assillante angoscia di dover essere “per gli altri”, di fronte agli altri”.

Ciampa – come se la propria vita fosse, una recita per “gli altri” – ha un mondo suo, ma solo di nascosto. Di giorno – scrive – “Io sono il ‘si dice’”.

” Questo “io” – sottolinea Lavia –  è uno, nessuno e centomila.  L’unica speranza è difendere l’“io” dall’aggressione degli altri. Ma come? Ciampa usa spranghe alle porte, catenacci, paletti. Ma non ci riesce. È costretto a uscire, a “sporcarsi le mani”, direbbe Sartre”.