Pe questo suo contributo si iringrazia Elena Paruolo.

Il 30 ottobre 2026, alle 11h – presso il foyer del teatro Verdi di Salerno – si è svolta, coordinata da Peppe Iannicelli, la conferenza stampa di presentazione de La vedova allegra che andrà in scena il 6, 7 e 8 novembre. A dimostrare come il Verdi sia luogo aperto alla città grazie anche ai rapporti che si creano con le scuole e il territorio, ci saranno anche tre matinée il 3, 4, 5 novembre alle ore 10.30. Presenti, tra gli altri, il regista Massimiliano Gallo – che, nello spettacolo, sarà anche in scena nel ruolo parlato di Njegus – il direttore d’orchestra Jacopo Sipari da Pescasseroli, il direttore del Conservatorio Fulvio Artiano, il segretario artistico Antonio Marzullo. È stato sottolineato come questa produzione sia frutto della collaborazione fra il Teatro Verdi e il Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno. Una sinergia che mostra come il Verdi continui ad offrire ai giovani del Conservatorio, ancora nella loro fase di formazione e di percorso di studio, la possibilità di entrare da subito nel mondo del lavoro. Una opportunità questa impagabile per gli studenti che risultano anche molto bravi.


L vedova allegra, brillante e famosissima operetta in tre atti del giovane musicista Franz Lehár, su libretto di Victor Leon e Leo Stein, andò in scena per la prima volta a Vienna il 28 dicembre 1905 riscuotendo grande successo di pubblico. La storia è ambientata a Parigi e racconta dell’allegra Anna Glavari, vedova di un ricco banchiere del Pontevedro, piccolo stato immaginario, che se dovesse cedere alle lusinghe dei corteggiatori parigini e sposare uno straniero, porterebbe alla fuoriuscita di un ricco patrimonio dallo stato di origine. Ecco allora che il sovrano del Pontevedro ordina all’ambasciatore a Parigi, il barone Mirko Zeta, di fare sposare la vedova con il Conte Danilo, segretario dell’ambasciata. Dopo una serie di equivoci e malintesi – che vedono il Conte spesso rifugiarsi nel famoso locale Chez Maxim’s – i due si sposano. Accanto alla loro storia d’amore si sviluppa anche il flirt tra Valencienne, moglie di Zeta, e il parigino Camille de Rossillon, suo corteggiatore.
A predominare è il walzer che risuona ovunque ma vi sono anche i ritmi di marcia: si balla sull’orlo del baratro in cui sta precipitando l’Europa. Nella lettura del regista Massimiliano Gallo, che come ambientazione sceglie l’eleganza degli anni Trenta – più che sui conflitti sociali e di potere e sugli gli intrighi – l’accento è posto sull’amore. Il conflitto esplode quando esplode l’amore. E’ dunque una bella storia d’amore quella che lo spettacolo ci offre.

