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“Sogno di una notte di mezza estate” in scena al Teatro Quirino (Roma, 3-8 novembre 2026)

novembre 3, 2026

Ad Atene la Natura sembra impazzita. E si sente un grande freddo nell’anima.  E tuttavia proprio nel bel mezzo di questo gelo si deve celebrare un matrimonio. Sogno di una notte di mezza estate racconta infatti delle imminenti nozze tra Teseo, duca d’Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni, da lui sconfitta e suo bottino di guerra.

Atene è un regno illuminato o è un luogo di bieco potere? È possibile scegliere chi amare?

Per scoprirlo non resta che addormentarsi e sognare se stessi in un bosco pieno di magia e di incanto, dove  imparare a conoscere le proprie passioni e le proprie inclinazioni. “Sogno di una notte di mezza estate –  sottolineano Melania Giglio e Marioletta Bideri – è un vero e proprio teorema sull’amore ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni.  Un gioco, a volte divertente a volte crudele, di specchi e di scatole cinesi che rivelano tra altro  come il meccanismo del “teatro nel teatro” riveli la verità più profonda della vita. Gli uomini si affannano in un folle girotondo e nel frattempo le fate si burlano di loro per soddisfare i propri capricci: il dissidio tra Oberon e Titania, infatti, sconvolge la natura e le stagioni mentre un magico fiore rompe le dinamiche degli innamorati che si scambiano ruoli e amanti.  Uno spettacolo sul dissidio continuo e inevitabile tra ragione e istinto, tra apollineo e dionisiaco, tra il bello e il bestiale che vive in ognuno di noi e sulla riflessione quanto mai attuale di come nell’uomo questi due aspetti debbano necessariamente convivere, E il ruolo del teatro?  Ai poveri teatranti non resta, tra tutta questa confusione che cercare di entrare nel fitto bosco delle umane passioni e tentare di rappresentarle, per dirla alla Bottom, ‘nel modo più osceno e coraggioso'”.

La novità più importante di questo nuovo allestimento shakespeariano è la creazione di una giovane compagnia completamente bilingue (italo-inglese).